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Un progetto di ricerca a Ancona, finanziato da AIL con 170mila euro, studierà la Porpora Trombocitopenica Immune. L'obiettivo è migliorare le cure per questa patologia rara del sangue.

Nuovo studio su rara patologia ematologica

Un importante progetto di ricerca prenderà il via grazie alla collaborazione tra l'Università Politecnica delle Marche e l'Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mielomi (AIL) Ancona Macerata. L'iniziativa si concentrerà sulla Porpora Trombocitopenica Immune (PTI). Questa è una malattia rara che colpisce il sangue. Si punta a una migliore comprensione dei suoi meccanismi biologici. Si cercheranno anche correlazioni tra i sintomi clinici e l'efficacia delle terapie. L'obiettivo finale è perfezionare le future strategie di cura.

La convenzione tra le due realtà è stata presentata ufficialmente. Il Dipartimento di Scienze Cliniche e Molecolari (Disclimo) dell'ateneo sarà il fulcro delle attività. La ricerca si inserisce in ambito ematologico. Si tratta di un campo di studi cruciale per molte patologie complesse.

Finanziamento AIL per la ricerca sulla PTI

L'AIL ha stanziato una donazione di circa 170 mila euro. Questo finanziamento sosterrà direttamente il progetto di ricerca. La Porpora Trombocitopenica Immune (PTI) è una patologia autoimmune. La sua natura la rende complessa sia nella diagnosi che nella gestione. La riduzione delle piastrine nel sangue è una sua caratteristica. Questo comporta un aumentato rischio cronico di sanguinamento. Inoltre, i pazienti soffrono di una costante astenia. La qualità della vita ne risulta significativamente compromessa.

Questa patologia è ancora poco conosciuta. La sua diagnosi risulta difficile. Il suo decorso è spesso imprevedibile. La qualità della vita dei pazienti, circa un centinaio trattati presso l'ospedale di Torrette (anche provenienti da fuori regione), è fortemente influenzata dalla malattia. Il supporto dell'AIL Ancona-Macerata è quindi fondamentale.

La dottoressa Lame guiderà lo studio

Grazie alla donazione dell'AIL Ancona-Macerata, sarà possibile portare avanti attività di ricerca specifica per i prossimi 3 anni. La dottoressa Dorela Lame è stata selezionata come ricercatrice principale. Ha vinto il bando previsto dalla convenzione. La sua figura sarà centrale per il successo del progetto. La dottoressa Lame ha espresso entusiasmo per l'opportunità. Ha dichiarato: «Questo progetto offre una straordinaria occasione di crescita professionale e di contributo attivo a uno studio che potrà avere importanti sviluppi clinici».

L'Università Politecnica delle Marche e l'AIL rinnovano così una solida alleanza strategica. L'obiettivo comune è la ricerca finalizzata. Si punta anche alla formazione di giovani ricercatori. Il miglioramento continuo delle cure in ambito ematologico è una priorità condivisa. Questa sinergia promette risultati concreti.

L'impegno delle istituzioni per la ricerca

Il rettore dell'Università Politecnica delle Marche, Enrico Quagliarini, ha sottolineato l'importanza della collaborazione. Ha affermato: «Questa collaborazione conferma il ruolo strategico dell'Università nel promuovere una ricerca di eccellenza». Il Presidente di AIL, Pietro Leoni, ha ribadito l'impegno dell'associazione. Ha dichiarato: «Ail investe da sempre nella ricerca come strumento essenziale per migliorare le prospettive di cura dei pazienti».

Leoni ha aggiunto: «Noi investiamo il 50% del nostro budget annuale in ricerca. Cinquanta anni fa quando sono diventato medico morivano tanti pazienti, oggi se ne salvano i due terzi». Il Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche, Armando Marco Gozzini, ha evidenziato la centralità dell'area clinica dedicata alla ricerca scientifica. Ha detto: «La presenza in seno alla nostra Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche dell'area clinica, votata proprio alla ricerca scientifica, è fondamentale per alzare il livello di complessità delle cure».

Infine, il preside della Facoltà di Medicina, Mauro Silvestrini, ha rimarcato il valore dell'iniziativa. Ha spiegato: «Investire nello studio di patologie rare e complesse significa rafforzare la medicina di precisione e la qualità dell'assistenza». La responsabile scientifica del progetto, Antonella Poloni, ha concluso descrivendo la malattia: «Questa malattia rara espone i pazienti al rischio di emorragie anche gravi e comporta un significativo impatto sulla qualità della vita. L'obiettivo è quello di migliorare la comprensione dell'Itp e favorire un approccio terapeutico sempre più personalizzato, in grado di rispondere in modo mirato alle esigenze di ciascun paziente».

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