Il settore dell'autotrasporto nelle Marche è sull'orlo del collasso a causa dell'aumento del prezzo del gasolio. Le associazioni di categoria chiedono interventi urgenti al Governo, altrimenti minacciano uno sciopero nazionale.
Crisi autotrasporto: prezzi carburante insostenibili
Le aziende di autotrasporto nelle Marche affrontano una situazione critica. Il costo del gasolio supera costantemente i 2 euro al litro. Questa impennata dei prezzi rende insostenibile l'attività per circa 3mila imprese nella regione.
Le associazioni di categoria, tra cui Confartigianato Trasporti Marche, Fita Cna Marche e Fai Conftrasporto Marche, rappresentano Unatras. Hanno già lanciato numerosi segnali di allarme. La situazione attuale sta portando l'intero settore al collasso.
Richieste di intervento al Governo
Unatras denuncia da tempo che il costo del carburante ha superato ogni livello di sostenibilità. Il gasolio costa mediamente 2,04 euro al litro sulla rete ordinaria. In autostrada i prezzi sono ancora più alti. Questo si traduce in extracosti annuali fino a 9mila euro per ogni veicolo pesante.
Questi rincari mettono a rischio la sopravvivenza di migliaia di aziende italiane. Le imprese lavorano ormai in perdita. Non riescono più ad assorbire ulteriori aumenti. Unatras definisce inaccettabile la mancata risposta del Governo.
Le proposte avanzate dal settore per misure efficaci e immediate non sono state recepite. Il decreto-legge n. 33/2026 necessita di modifiche urgenti. Le associazioni chiedono un cambio di rotta deciso.
Proposte concrete e minaccia di sciopero
La proroga del taglio delle accise di 20 centesimi al litro non è più sufficiente. Questo beneficio è stato completamente assorbito dall'aumento del prezzo industriale del carburante. È quindi indispensabile attuare provvedimenti immediati. Questi devono garantire strumenti di compensazione e ristoro per gli operatori.
Gli autotrasportatori professionali hanno investito in sicurezza e tutela ambientale. Ora chiedono un sostegno concreto. Unatras ribadisce la necessità urgente di emanare il decreto attuativo per un credito d'imposta di 100 milioni di euro. Sono richiesti ulteriori ristori e interventi a sostegno della liquidità delle imprese.
Si chiede anche l'attuazione di provvedimenti normativi specifici. È necessaria un'immediata compensazione dei rimborsi delle accise. Senza un cambio di rotta da parte del Governo, il rischio è concreto.
Decisioni imminenti del Comitato Esecutivo
Il 17 aprile a Roma è stato convocato il Comitato Esecutivo di Unatras. In questa sede verranno assunte decisioni sulle azioni di autotutela. La principale minaccia è il fermo nazionale dei servizi. Questa misura sarebbe una conseguenza inevitabile per difendere la sopravvivenza delle imprese.
Garantire la continuità dei servizi di autotrasporto è fondamentale. Questo settore è vitale per la filiera logistica e per l'intera economia italiana. Le associazioni attendono risposte concrete e immediate dal Governo.
Domande frequenti
Cosa chiedono le associazioni di autotrasporto al Governo?
Le associazioni di autotrasporto chiedono al Governo l'emanazione di un decreto attuativo per un credito d'imposta da 100 milioni di euro. Richiedono inoltre ulteriori ristori, interventi per sostenere la liquidità delle imprese e la compensazione dei rimborsi delle accise. L'obiettivo è mitigare gli effetti del caro gasolio.
Qual è la conseguenza se il Governo non interviene?
Se il Governo non dovesse intervenire con misure concrete e immediate, le associazioni di autotrasporto minacciano di attuare un fermo nazionale dei servizi. Questa azione mira a difendere la sopravvivenza delle imprese del settore, diventate insostenibili a causa degli alti costi del carburante.