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Una campagna di sensibilizzazione a Bari mira a informare i neo genitori sui pericoli della sindrome del bambino scosso. Verranno distribuiti materiali informativi e palline antistress per aiutare a gestire i momenti di stress legati al pianto dei neonati.

Campagna informativa per neo genitori a Bari

Il prossimo 12 aprile a Bari prenderà il via un'iniziativa dedicata ai neogenitori. L'obiettivo è fornire consigli pratici per affrontare il pianto dei neonati. Si vuole prevenire la cosiddetta sindrome del bambino scosso. Questa condizione si verifica quando un neonato viene scosso nel tentativo di calmarlo. La campagna si chiama Nonscuoterlo!. Mira a informare sui rischi e sulle strategie di prevenzione.

L'iniziativa è stata presentata oggi a Bari. Domenica saranno presenti degli infopoint. Questi punti informativi distribuanno materiale utile. Saranno distribuite anche le palline antistress di colore arancione. Questi oggetti simboleggiano l'importanza di fermarsi e mantenere il controllo. Questo è fondamentale nei momenti di maggiore difficoltà genitoriale.

I rischi della sindrome del bambino scosso

Tra le due settimane e i sei mesi di vita, il pianto dei neonati raggiunge il suo picco. La sua durata e imprevedibilità possono generare forte esasperazione. Questo accade nel genitore o in chi si prende cura del piccolo. I danni causati dalla sindrome sono molto gravi. Possono compromettere la crescita del bambino. Tra le conseguenze si annoverano cecità, tetraplegia e disturbi dell'apprendimento. Possono verificarsi anche problemi di coordinamento motorio. In un caso su quattro, la sindrome può portare al coma o alla morte.

Il dott. Francesco La Torre, reumatologo presso l'ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, ha spiegato la dinamica. «I genitori, in una situazione di stress, a volte solo per il pianto inconsolabile del bambino, scuotono il neonato creando condizioni molto gravi dal punto di vista neurologico», ha affermato. Il dott. La Torre è anche vicepresidente della sezione pugliese della Società italiana di pediatria. Egli raccomanda di contattare immediatamente il pediatra. In alternativa, consiglia di recarsi al Pronto Soccorso. I danni possono essere irreparabili. Non bisogna attendere la comparsa di sintomi come sonnolenza, vomito o inappetenza.

Strategie per gestire lo stress genitoriale

La psicologa Isabella Berlingerio, anch'essa in servizio presso l'ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, ha offerto un ulteriore spunto. «A volte il pianto di un neonato non ha una reale motivazione ma può comportare ansie nei genitori o nei caregiver», ha evidenziato. La dottoressa Berlingerio ha fornito un consiglio pratico. «Qualora ci si trovi con un neonato che piange in modo inconsolato, escludendo tutte le motivazioni principali, ma vi trovate in una situazione di stress e siete a casa o soli, mettetelo in luogo sicuro, allontanatevi e magari chiamate qualcuno che possa aiutarvi», ha suggerito. Questo approccio mira a garantire la sicurezza del bambino e il benessere del genitore.

La campagna Nonscuoterlo! si pone l'obiettivo di creare una rete di supporto. Vuole fornire strumenti concreti per affrontare una delle sfide più intense della genitorialità. La consapevolezza dei rischi e la disponibilità di strategie di coping sono fondamentali. Questo per proteggere i più piccoli da traumi evitabili. L'iniziativa sottolinea l'importanza di chiedere aiuto quando necessario. Non c'è vergogna nel sentirsi sopraffatti. È invece un segno di responsabilità prendersi cura di sé per poter accudire al meglio il proprio bambino.

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