Il Politecnico di Bari commemora Giulio Regeni nel decennale della sua morte, sottolineando l'importanza della libertà di ricerca come fondamento della democrazia. L'evento include la proiezione di un docufilm e un dibattito con figure istituzionali.
Commemorazione a Bari per Giulio Regeni
Nel decimo anniversario della scomparsa di Giulio Regeni, giovane ricercatore trovato senza vita nel febbraio del 2016 al Cairo, le istituzioni accademiche pugliesi hanno organizzato diverse iniziative.
La mattina, presso il Politecnico di Bari, si è tenuta una cerimonia nell'aula magna Attilio Alto. L'evento ha visto la partecipazione di studenti, giovani ricercatori, docenti e personale dell'ateneo.
È stato proiettato il docufilm intitolato 'Tutto il male del mondo'. L'opera, diretta da Simone Manetti, è dedicata alla tragica vicenda di Regeni.
La presentazione del documentario ha dato spazio a un vivace dibattito. Tra i partecipanti figuravano il rettore del Politecnico, Umberto Fratino. Era presente anche la professoressa Annalisa Di Roma, delegata alla centralità della comunità studentesca.
Hanno preso parte al confronto anche lo sceneggiatore Matteo Billi, coautore del film. La discussione è stata moderata dalla giornalista Carmela Formicola, capocronista della Gazzetta del Mezzogiorno.
Per un saluto istituzionale, sono intervenuti Eugenio Di Sciascio, assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia ed ex rettore del Politecnico. Era presente anche Giovanna Iacovone, vicesindaca di Bari.
Prima della proiezione del film, è stato trasmesso un videomessaggio. Questo messaggio proveniva dai genitori di Giulio Regeni. Essi hanno ribadito il loro impegno per ottenere verità e giustizia per il figlio.
Libertà di ricerca, pilastro della democrazia
Il rettore Fratino ha dichiarato: «Da parte nostra è doveroso ricordare la storia di Giulio». Ha aggiunto che Regeni era «uno di noi» e ha pagato «con la vita la sua passione per la ricerca».
Il rettore ha sottolineato come la ricerca «non ha colore». Ha affermato che oggi più che mai è necessario difenderla. La ricerca è infatti considerata «essenza delle democrazia».
Eugenio Di Sciascio ha evidenziato la situazione attuale. Ha osservato che «viviamo in un Paese in cui purtroppo molte cose non trovano ancora risposta». Questo rende ancora più importante rimarcare la necessità di garantire libertà alla ricerca.
La libertà di ricerca è vista come presupposto fondamentale della libertà di pensiero. Di Sciascio ha concluso affermando che queste libertà hanno un altissimo impatto sulla capacità delle comunità di cambiare e svilupparsi.
Domande e Risposte
Chi era Giulio Regeni?
Giulio Regeni era un giovane ricercatore italiano, studente di dottorato all'Università di Cambridge, rapito e ucciso in Egitto nel 2016 mentre conduceva ricerche indipendenti. La sua morte ha sollevato interrogativi sulla libertà di ricerca e sulla trasparenza delle indagini.
Perché la libertà di ricerca è considerata essenza della democrazia?
La libertà di ricerca è fondamentale per la democrazia perché permette di indagare liberamente su qualsiasi argomento, senza censure o pressioni politiche. Questo processo di indagine libera contribuisce alla conoscenza, al progresso sociale e alla capacità dei cittadini di formarsi opinioni informate, elementi cruciali per una società democratica e aperta.