Condividi
AD: article-top (horizontal)

La classe 3ªD dell'Istituto Comprensivo "Pitagora" di Bernalda ha composto una canzone intitolata "La pace del domani" insieme alla band Krikka Reggae. Il progetto, nato in risposta agli attuali conflitti mondiali, mira a promuovere messaggi di pace e ripudio della violenza, ispirandosi anche alla Costituzione Italiana.

Studenti e musica per la pace universale

La classe 3ᵃD della Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo “Pitagora” di Bernalda ha intrapreso un percorso artistico significativo. Guidati dalla professoressa di musica Silvia Russo, gli studenti hanno collaborato con la band Krikka Reggae. Insieme, hanno dato vita a una canzone dal titolo “La pace del domani”.

L'iniziativa nasce dalla profonda preoccupazione per i gravi eventi che stanno scuotendo il mondo. La musica diventa così uno strumento per esprimere pensieri e speranze.

Il progetto "Banchi di prova" prende forma

Manuel Tataranno e Simone Cammisa, membri della Krikka Reggae, hanno partecipato attivamente alle lezioni. Queste sessioni curriculari hanno integrato musica ed educazione civica. Gli alunni hanno condiviso liberamente le loro idee e riflessioni. Successivamente, queste sono state rielaborate in rima.

Il tutto si è fuso con la musica scelta dai ragazzi. Il laboratorio di songwriting, intitolato “Banchi di prova”, ha visto anche il contributo di Dino Di Biase per il mix and mastering. Riccardo Puntillo ha curato la regia del progetto.

Le fasi successive di realizzazione della canzone e del video si sono svolte presso le Officine Culturali Al Verde. Questo luogo è il quartier generale della Krikka Reggae.

La Costituzione come guida per la pace

La riflessione degli alunni è partita da una ferma condanna di ogni forma di violenza. Hanno trovato ispirazione nella Costituzione Italiana. La ritengono una guida fondamentale per la vita quotidiana, non un testo distante dalla realtà.

L'articolo 11 della Costituzione è stato un punto di riferimento centrale. Esso afferma che l'Italia ripudia la guerra. La guerra è vista come offesa alla libertà altrui e come mezzo per risolvere controversie internazionali.

I giovani esprimono un forte rifiuto per ogni forma di odio, prevaricazione e violenza. Sognano un mondo caratterizzato da libertà e uguaglianza per tutti. Sottolineano il diritto universale a vivere in pace e legalità.

La situazione di molte persone costrette a vivere sotto i bombardamenti è inaccettabile. L'articolo 11 dovrebbe essere un principio universale. Tutti gli Stati dovrebbero ripudiare la guerra.

La pace, però, inizia da ogni individuo. È necessario praticare questi valori a scuola, in famiglia e in ogni ambiente frequentato. Gli alunni della 3ª D sono animati da questi principi.

Un messaggio di speranza contro la guerra

Il loro impegno è volto a garantire un futuro di pace per tutti. Il loro pensiero parte dal rispetto delle regole di convivenza civile. Si estende fino a un profondo desiderio di pace universale.

Anche se sono ancora ragazzi di terza media, hanno voluto esprimere la loro sensibilità. Le continue notizie di guerra li colpiscono profondamente. La guerra tra Russia e Ucraina, il conflitto tra USA, Israele e Iran, e molte altre ostilità globali, creano un mondo dominato da sopraffazione, violenza e morte.

I ragazzi hanno manifestato delusione verso i leader mondiali. Le promesse di pace diplomatica sono state disattese, favorendo invece un'escalation bellica.

Di fronte a questo scenario, hanno deciso di agire. La loro canzone, con il verso “Non si può stare fermi a guardare”, è un'esortazione all'azione. È un invito a non arrendersi di fronte alle avversità.

La base musicale, con un ritmo reggae lento e riflessivo, unisce rap e pop. Attraverso questo stile, i ragazzi esprimono il loro dolore per le vite perdute e il sangue versato. Hanno anche pensato alla sofferenza dei soldati, scrivendo “Anche chi spara impara a morire”.

Riconoscono i giovani costretti al fronte, ma affermano che nessuna bandiera o causa giustifica l'uso delle armi. I bombardamenti e gli spari rubano il futuro a vittime innocenti.

Nonostante il quadro desolante, i ragazzi lanciano un messaggio universale. Esprimono una speranza concreta di pace per il domani. La pace è un cammino lento e difficile, ma arriverà. Le bombe taceranno, trasformando il terrore in salvezza per l'umanità.

AD: article-bottom (horizontal)