La stagione sciistica di Bormio si chiude con perdite economiche significative, nonostante l'indotto positivo in termini di immagine grazie alle Olimpiadi. Si guarda al futuro con la proposta di un comprensorio unico.
Immagine positiva, bilanci negativi per Bormio Ski
La stagione sciistica appena conclusa a Bormio ha lasciato un segno profondo nei bilanci della Sib-Società Impianti Bormio. L'amministratore delegato, Valeriano Giacomelli, ha evidenziato come l'evento olimpico, pur offrendo una vetrina mediatica senza precedenti, abbia comportato costi operativi elevatissimi. Le piste, infatti, sono state in gran parte dedicate agli atleti e allo staff delle squadre partecipanti ai Giochi di Milano Cortina 2026. Questo ha inevitabilmente limitato l'accesso per il pubblico pagante.
La produzione di neve artificiale ha rappresentato un'ulteriore voce di spesa considerevole. La pista Stelvio è rimasta aperta fino al termine della stagione, garantendo comunque un servizio, ma a fronte di costi operativi sostenuti. L'impatto sui ricavi è stato diretto e significativo. Le presenze registrate sono diminuite di circa 110mila unità rispetto all'anno precedente. Una flessione importante che preoccupa la gestione degli impianti.
Olimpiadi, visibilità globale ma costi elevati
Nonostante le difficoltà economiche, l'impatto mediatico delle Olimpiadi invernali è stato straordinario per Bormio. Valeriano Giacomelli ha sottolineato come la visibilità ottenuta a livello mondiale sia un valore inestimabile. «A livello di immagine – ha dichiarato Giacomelli – questa è stata una grande annata, grazie anche alle Olimpiadi che hanno veicolato l’immagine in tutto il mondo». La speranza è che questa esposizione si traduca in un aumento delle presenze turistiche nei prossimi anni. L'obiettivo è trasformare la notorietà acquisita in un ritorno economico duraturo.
La gestione degli impianti ha dovuto affrontare sfide complesse. I costi sono schizzati alle stelle durante il periodo olimpico. Contemporaneamente, i ricavi hanno subito un drastico calo. La necessità di mantenere gli impianti operativi per le esigenze olimpiche ha richiesto un impegno logistico e finanziario notevole. La società guarda ora al futuro con la speranza di recuperare le perdite subite.
Verso un comprensorio unico: la proposta di Giacomelli
Guardando avanti, Valeriano Giacomelli rilancia con forza la proposta di creare un comprensorio sciistico unico per l'Alta Valtellina. Questa strategia è vista come l'unica via per garantire la competitività futura delle località sciistiche alpine. «Questa è la strada e si deve lavorare», ha affermato con determinazione. L'amministratore delegato ha esortato i politici a intervenire per reperire le risorse necessarie alla realizzazione delle infrastrutture. Il primo passo fondamentale sarebbe il collegamento sciistico tra Bormio e Santa Caterina, un progetto discusso da anni. In prospettiva, il comprensorio dovrebbe includere anche Livigno.
Giacomelli ha concluso con un appello all'azione concreta: «Basta chiacchiere, bisogna agire». La visione è quella di unire le forze per offrire un'esperienza sciistica integrata e di alto livello, capace di attrarre un flusso turistico maggiore e più costante. La creazione di un comprensorio unico è considerata essenziale per affrontare la concorrenza e garantire la sostenibilità a lungo termine del settore turistico invernale in Valtellina.