Un nuovo progetto per il Rifugio Gaibana a Bosco Chiesanuova scatena una disputa legale. L'imprenditore Renato Canteri presenta un piano di ristrutturazione ecologica, ma Marco Zambelli denuncia demolizioni illegali e contesta la proprietà dei terreni.
Nuovo progetto per il rifugio Gaibana
L'imprenditore Renato Canteri, proprietario di Nordwind srl, ha presentato un ambizioso piano per il Rifugio Gaibana. La struttura, che tornerà al suo nome originale Castel San Giorgio, sarà oggetto di una profonda ristrutturazione. L'intervento prevede un ampliamento realizzato interamente in legno e con materiali ecologici. L'obiettivo è ottenere il riconoscimento di 'zero emissioni'.
Tutta l'energia necessaria al funzionamento del rifugio proverrà da fonti rinnovabili. Si utilizzeranno geotermia, solare termico e fotovoltaico. Potrebbe essere impiegato anche l'eolico, compatibilmente con l'impatto ambientale. Il progetto include uno scudo geotermico per la protezione dal freddo. Il professor Giuseppe Mandrone dell'Università di Torino, esperto di geotermia, sta curando lo studio di questo sistema. La Regione Veneto potrebbe contribuire con tre ricercatori per supportare il professore.
Canteri, amministratore unico di Nordwind srl, ha rilevato il fallimento di Nuova Lessinia spa. La sua società punta al rilancio ecologico e sostenibile di Malga San Giorgio. «Valutate con la vostra intelligenza se un progetto del genere si possa definire cementificazione», ha dichiarato Canteri, invitando gli appassionati di San Giorgio a giudicare.
Scontro legale e accuse reciproche
La presentazione del progetto è avvenuta in un clima di forte tensione. Marco Zambelli, a nome della sua famiglia proprietaria di alcuni terreni, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica. Zambelli accusa Canteri di danneggiamento di proprietà. Ha contestato la demolizione del locale tecnico della seggiovia e dello skilift nella piana di San Giorgio.
«Senza alcun preavviso e permesso di demolizione», ha affermato Zambelli, «la mia casetta è stata demolita. Quella sulla cima, di proprietà di Canteri, può essere ampliata? Riempire di cemento una delle cime più alte della Lessinia è forse più bello?» ha aggiunto Zambelli, esprimendo il suo disappunto.
Canteri ha replicato annunciando una controquerela. Le dichiarazioni di Zambelli, a suo dire, ledono la sua onorabilità e danneggiano l'immagine del Rifugio Gaibana e di San Giorgio. «Sono stato definito cementificatore, mentre è il contrario», ha ribadito Canteri.
Contestazioni sulla proprietà e le demolizioni
Zambelli aveva anche contestato l'affermazione di Canteri riguardo al trasferimento di tutti i beni mobili e immobili, impianti e contratti di Nuova Lessinia spa. Canteri ha confermato il trasferimento dei contratti, citando pagina 12 dell'atto di vendita. Ha definito arbitraria la demolizione su mappali di proprietà di Zambelli, riferendosi ai locali tecnici e all'Ice Bar.
«Il catasto non è probatorio ai fini della certificazione di proprietà», ha replicato Canteri. Ha invitato Zambelli a fornire atti di provenienza o progetti e fatture d'acquisto. L'Ice Bar, descritto come una «fatiscente casetta in legno su ruote», non è stato demolito. È stato semplicemente rimorchiato con un trattore su un piazzale di proprietà di Nordwind srl. Canteri ha definito «nuova» l'accatastamento di una roulotte come fabbricato.
Il futuro di Malga San Giorgio
Il progetto di Renato Canteri mira a ridare vita a Malga San Giorgio con un approccio innovativo e sostenibile. La disputa legale in corso, tuttavia, getta un'ombra sul futuro dell'area. Le accuse di Zambelli riguardano la legittimità delle demolizioni e la presunta cementificazione. La risposta di Canteri si concentra sulla sostenibilità del suo progetto e sulla contestazione della proprietà dei terreni da parte di Zambelli.
La vicenda evidenzia le complessità legate alla gestione e allo sviluppo di aree montane di pregio. La valorizzazione turistica e ambientale si scontra spesso con questioni legali e interessi contrastanti. La risoluzione di questa controversia sarà cruciale per il destino del Rifugio Gaibana e dell'intero comprensorio di San Giorgio.