La qualità dell'aria a Brescia è critica. I primi tre mesi del 2026 hanno visto un peggioramento significativo, con superamenti dei limiti per Pm10 e Pm2,5. Le autorità e le associazioni ambientali lanciano l'allarme.
Qualità dell'aria critica a Brescia
La situazione dell'aria a Brescia è nuovamente preoccupante. I progressi registrati nel corso del 2025 sembrano essersi dissolti nei primi mesi del 2026. Nonostante gli sforzi dell'amministrazione comunale per mitigare lo smog, la città rimane fortemente esposta alle polveri sottili. I parametri europei, da raggiungere entro pochi anni, appaiono ancora distanti.
Le centraline di monitoraggio Arpa Lombardia segnalano livelli allarmanti. La qualità dell'aria è peggiorata rapidamente. Le misure adottate finora non sembrano sufficienti. La salute dei cittadini è a rischio.
Superamenti dei limiti di Pm10
I dati relativi al Pm10 destano particolare allarme. Nel primo trimestre del 2026, la centralina situata presso il Broletto ha registrato 18 giorni di superamento della soglia di 50 microgrammi per metro cubo. Questo limite, sebbene ancora quello della vecchia normativa, è stato ampiamente oltrepassato. Il 2 gennaio si è toccato il picco di 78 mg/mc. Il 13 gennaio e il 14 gennaio i valori sono stati rispettivamente di 77 mg/mc e 75 mg/mc.
La situazione è ancora più critica nel quartiere Villaggio Sereno. Qui, la centralina ha rilevato superamenti per 24 giorni. Il giorno peggiore è stato il 2 gennaio, con un picco di 85 mg/mc. Anche la stazione di via Tartaglia mostra dati negativi, con 17 giorni fuori norma e un picco di 75 mg/mc il 17 gennaio.
Considerando che il limite annuale attuale prevede 35 giorni di superamento, si può affermare che in soli tre mesi è stata superata la metà dei giorni consentiti per tutto il 2025. Con le nuove direttive europee che prevedono un limite di 45 mg/mc per non più di 18 giorni all'anno entro il 2030, Brescia è già significativamente fuori norma.
Allarme Pm2,5 e raccomandazioni
La situazione del Pm2,5 è ancora più preoccupante. Attualmente, il limite annuale è di 25 microgrammi per metro cubo. Questo valore dovrà scendere a 10 entro il 2030, con un massimo di 18 giorni di superamento all'anno. Nel 2025, Brescia aveva registrato una media annuale di 17 mg/mc, posizionandosi al quinto posto in Lombardia e al quattordicesimo in Italia per concentrazioni di polveri sottili.
I dati di Arpa Lombardia per il primo trimestre 2026 sono impietosi. A gennaio, la media di Pm 2,5 ha raggiunto i 41 mg/mc alla centralina di San Polo, i 32 mg/mc in via Tartaglia e i 29 mg/mc al Broletto. I superamenti giornalieri sono stati di 50 giorni a San Polo, 36 giorni in via Tartaglia e 28 giorni al Broletto. La centralina del Villaggio Sereno ha registrato 30 giorni di supero, con malfunzionamenti dei rilevatori per 34 giorni consecutivi tra febbraio e marzo. Il picco più alto è stato di 85 mg/mc a San Polo il primo giorno dell'anno.
Legambiente Lombardia sottolinea la necessità di sviluppare tecnologie pulite e politiche di sostenibilità nei trasporti. È fondamentale affrontare anche le criticità legate all'allevamento intensivo. La presidente Barbara Meggetto evidenzia il peso delle infrazioni ambientali per l'Italia e, in particolare, per i cittadini padani. Il gruppo Basta Veleni denuncia il danno immediato alla salute, contrapposto ai ritardi nelle sanzioni per gli amministratori responsabili.