La primavera siccitosa preoccupa la provincia di Brescia: i bacini idrici registrano un deficit di un terzo rispetto alla media storica, con ripercussioni sull'agricoltura e la produzione idroelettrica.
Calano le riserve idriche provinciali
La stagione primaverile si sta rivelando particolarmente arida. L'irrigazione dei campi è già iniziata in molte aree. I dati di Arpa Lombardia evidenziano una situazione critica per i bacini idrici. Le loro riserve attuali sono inferiori di un terzo rispetto alla media registrata nel periodo 2006-2025.
Mentre i grandi laghi come il Maggiore e il Garda mantengono livelli soddisfacenti grazie alla gestione degli sbarramenti, la situazione peggiora per i bacini che dipendono dalle riserve montane. Le pianure attraversate dai fiumi Brembo, Serio e Oglio risentono maggiormente di questa carenza.
Neve insufficiente e caldo aggravano la crisi
Le valli orobiche e la Valcamonica registrano una drastica riduzione del manto nevoso. Manca quasi la metà della neve attesa per questo periodo dell'anno. Le temperature elevate attuali, con lo zero termico a 3400 metri, rischiano di peggiorare ulteriormente la condizione delle riserve idriche.
Legambiente Lombardia conferma la preoccupazione per gli invasi idroelettrici. Anche questi serbatoi si trovano ben al di sotto delle medie stagionali. Il Lago d’Iseo, in particolare, vede il volume d'acqua gestibile dallo sbarramento ridotto al 36% della sua capacità totale.
Rischi per agricoltura e idroelettrico
Il Lago di Como presenta livelli di riempimento vicini alla media. Tuttavia, le montagne che alimentano il bacino sono sempre più aride. Le riserve idriche in queste aree sono dimezzate rispetto alla media stagionale. Sebbene non si possa ancora parlare di emergenza conclamata, il rischio di un esaurimento anticipato delle scorte è concreto.
Questo scenario minaccia sia la produzione di energia idroelettrica sia, soprattutto, le colture agricole. Particolare attenzione è rivolta al mais, una coltura molto esigente in termini di fabbisogno idrico durante i mesi estivi.
Proposte per una gestione idrica sostenibile
Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia, propone diverse soluzioni. Suggerisce di limitare le monocolture, specialmente di mais e riso. È fondamentale privilegiare il recupero delle rotazioni colturali e della diversificazione delle produzioni agricole.
Vanno valorizzati sistemi come siepi, agroforestazione e agrivoltaico. Questi elementi contribuiscono a mitigare gli estremi di temperatura e aridità. È necessario migliorare la gestione delle acque sotterranee, effettuando irrigazioni invernali quando l'acqua è più disponibile. Infine, occorre aumentare la capacità del suolo di trattenere l'acqua, incrementando il suo contenuto di sostanza organica.