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Un docente di inglese a Brescia ha scelto di dedicare le sue ultime energie professionali all'insegnamento in ospedale. Ignazio Aglieri offre lezioni ai giovani pazienti, trovando nell'esperienza una profonda gratificazione personale.

Un docente dedica tempo ai giovani pazienti

Ignazio Aglieri, un insegnante di inglese, ha intrapreso un nuovo percorso professionale. A pochi anni dalla pensione, ha deciso di lavorare presso la Scuola in ospedale (Sio) del Civile di Brescia. Questa iniziativa mira a garantire la continuità didattica ai giovani ricoverati. I programmi vengono personalizzati per adattarsi alle esigenze mediche.

Il professore porta la sua passione per la lingua inglese nei reparti pediatrici. La sua scelta nasce da un desiderio di restituire alla società ciò che ha ricevuto. «Ho avuto tanto dalla vita», afferma Aglieri, «e volevo restituire qualcosa in termini di servizio».

La nuova missione professionale di Aglieri

La proposta di lavorare nella scuola ospedaliera è arrivata da un amico sindacalista. Aglieri ha lasciato il suo precedente incarico all'Istituto Pastori. Si è trasferito all'IIS Castelli, che collabora con l'ospedale Civile. La dirigente scolastica, Simonetta Tebaldini, con la sua competenza e sensibilità, ha confermato la scelta di Aglieri.

Il professore si è unito a un team di docenti dedicati. Tra questi, Valeria Gasperi (Italiano), Carla Tonni (Fisica) e Salvatore Sgroi (Scienze). Il gruppo è coordinato da Anna Berenzi, docente di Matematica. La professoressa Berenzi è stata insignita del titolo di Cavaliere dell'ordine al merito della Repubblica italiana nel 2017.

L'insegnamento nei reparti pediatrici

Ogni mattina, il team di insegnanti entra nei reparti di Neuropsichiatria infantile e Oncoematologia pediatrica. Ricevono supporto dal personale sanitario, descritto come «preparato e sensibile». Gli studenti hanno un'età compresa tra i 14 e i 18 anni. Circa il 90% di loro è costretto a letto.

La pianificazione delle lezioni è flessibile. Gli orari possono cambiare quotidianamente. Ogni studente riceve al massimo due ore di lezione. Questo perché terapie o condizioni mediche possono richiedere modifiche improvvise. «Siamo in un contesto particolare», spiega Aglieri. «I ragazzi possono essere impegnati con esami diagnostici o stare poco bene».

Sorprendentemente, sono spesso gli studenti a mostrare grande energia. Trasmettono entusiasmo e desiderio di imparare. Soprattutto i giovani nel reparto di Oncoematologia manifestano una forte «fame» di vita. Sentirsi semplicemente studenti, anche solo per poche ore, offre una preziosa sensazione di normalità. Questo aspetto è considerato importante quanto una cura medica.

Si crea un legame profondo e umano. Il ruolo degli insegnanti va oltre la materia specifica. «Cerchiamo di non far sentire l’anormalità della degenza», dice Aglieri. Agiscono come un ponte tra la scuola, gli studenti e le loro famiglie. Oltre all'insegnamento, raccolgono le emozioni dei ragazzi, il loro entusiasmo o la tristezza legata a notizie mediche non positive.

Il momento più toccante è quando gli studenti guariscono e tornano a casa. «È un'esperienza che commuove fino alle lacrime», confida Aglieri. Lui, che ha sempre amato insegnare, ha trovato in questa esperienza un significato ancora più profondo. «Se lo avessi saputo prima, avrei detto sì subito», ammette con convinzione. La pensione si avvicina, ma ogni giorno è prezioso.

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