Giovani studenti di Busto Arsizio condividono i loro luoghi del cuore, spazi che custodiscono ricordi preziosi e un senso di sicurezza. Dalla cameretta al giardino, emergono legami profondi con affetti e momenti significativi dell'infanzia.
I luoghi che custodiscono l'infanzia
La paura di perdere i propri cari e la casa, rifugio sicuro, è un sentimento diffuso. I più giovani avvertono con particolare intensità l'ansia legata alla perdita di punti di riferimento stabili. Sentono il bisogno di luoghi sicuri e volti familiari.
È quindi confortante ascoltare i loro racconti. Parlano di posti speciali dove vorrebbero vivere per sempre. Tra questi, spiccano la casa dei nonni, teatro di momenti felici, o la propria abitazione. La cameretta, in particolare, custodisce il loro intero mondo.
I ricordi come ancora di salvezza
Nulla dura per sempre, ma i ricordi restano impressi. Riportarli alla luce è un vero toccasana per l'anima. Bastano pochi stimoli per evocare il passato. Un oggetto caro, un profumo intenso, una situazione ricorrente possono riaccendere la memoria.
Pierfilippo, studente della 1^D della scuola secondaria “B. Bellotti” di Busto Arsizio, descrive il giardino di casa come un luogo speciale. Qui sono legati ricordi d'infanzia: le prime corse, le cadute, i sorrisi con i cugini. Si sente ancora protetto e al sicuro in questo spazio colorato. L'atmosfera è tranquilla, interrotta solo dal cane Ragù e dalle voci degli amici.
Racconti da Egitto e non solo
Eya, originaria dell'Egitto, considera la casa della sua migliore amica d'infanzia il luogo più familiare. «Questo posto speciale si trova nel paese in cui sono nata, a Fayum, in Egitto», racconta. Conserva ricordi indelebili di quando la sua amica le apriva la porta. Salutava la madre dell'amica, considerata una seconda mamma. Poi, si rifugiava nella camera dell'amica per lunghe chiacchierate.
Simone ricorda con affetto la casa del nonno. Era un luogo di festa per i compleanni, grazie alle sue ampie dimensioni. Lui, il fratello e i cugini giocavano a nascondino. I genitori organizzavano cacce al tesoro. Tornando da scuola, Simone raggiungeva il nonno per costruire insieme capanne, frecce e archi.
Il fico e la cameretta: tesori personali
I momenti più felici per Giulio sono legati alla corte in cui vive. In particolare, si prende cura di un fico da diversi anni. «Mi fa star bene occuparmi del mio fico: mi permette di cacciare i brutti pensieri», afferma.
Per Greta, il luogo speciale è la sua cameretta. Aprendo la porta, è sopraffatta dai ricordi e dalle emozioni. «Se ci fosse un podio, il primo posto andrebbe al ricordo di quando, in estate, io e miei amici giocavamo in camera mia tutta la sera», ricorda. Stare in cameretta la fa sentire benissimo, circondata dalle foto che le riportano alla mente momenti bellissimi.