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Un nuovo focolaio di dermatite bovina è emerso nel sud Sardegna, precisamente a Muravera. La malattia, che si credeva debellata, colpisce 5 capi, con 4 decessi. Le autorità sanitarie hanno attivato protocolli di emergenza.

Ritorno della dermatite bovina in Sardegna

La dermatite nodulare contagiosa dei bovini, nota anche come Lumpy Skin Disease, è ricomparsa in Sardegna. Un nuovo focolaio è stato identificato nel territorio di Muravera, nel sud Sardegna. Questo rappresenta l'unico caso registrato in Italia per l'anno in corso.

La scoperta è stata segnalata dal Bollettino Epidemiologico Nazionale Veterinario. L'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo, centro di riferimento nazionale, ha confermato la presenza del virus. La situazione desta preoccupazione tra gli addetti ai lavori.

Impatto del nuovo focolaio

Sono stati coinvolti cinque capi di bestiame. Purtroppo, quattro di questi sono deceduti a causa della patologia. Nell'area interessata si contano in totale 148 capi di bestiame.

La notizia è stata definita «gravissima» da Tore Piana del Centro Studi Agricoli. Egli sottolinea l'apertura di uno scenario di massima emergenza sanitaria. Sono state attivate immediatamente tutte le misure previste dai protocolli vigenti.

Misure di contenimento e critiche

Le misure includono una zona di protezione entro un raggio di 25 km dal focolaio. È stata inoltre istituita una zona di controllo estesa fino a 50 km. Sono stati imposti il blocco delle movimentazioni e severe restrizioni, con controlli rafforzati.

È previsto l'abbattimento dell'intera mandria nell'allevamento colpito. Questo comporterà conseguenze devastanti per l'allevatore. Piana parla di «tragedia annunciata» per il settore zootecnico sardo, già provato da emergenze sanitarie e ritardi amministrativi.

Il Centro Studi Agricoli critica il ritardo della Regione nel pagamento degli indennizzi per la mancata movimentazione dello scorso anno. Gli allevatori, pur rispettando le regole e subendo danni ingenti, rischiano di essere nuovamente colpiti senza certezze economiche.

Appello per maggiori controlli

È stato lanciato un appello pubblico per un immediato aumento del livello di controllo e guardia sanitaria. Si chiede di rafforzare le verifiche negli allevamenti, nei trasporti e nei territori a rischio. È fondamentale adottare senza esitazioni tutte le misure necessarie per arginare la diffusione della malattia.

Il virus era comparso per la prima volta in Sardegna nel giugno del 2025. Il focolaio iniziale era stato individuato in un allevamento del Nuorese. Le restrizioni erano state allentate ai primi di gennaio dell'anno corrente, dopo l'estinzione degli ultimi focolai.

La Regione: «Situazione sotto controllo»

L'assessorato regionale dell'Igiene e Sanità ha confermato l'attivazione delle procedure previste. È stato stabilito un contatto tempestivo con il ministero della Salute per garantire il massimo coordinamento. È stata richiesta la convocazione del Tavolo permanente sulla Dermatite Nodulare Bovina.

È stato disposto l'abbattimento del focolaio secondo i protocolli vigenti. Sono in corso accertamenti negli allevamenti limitrofi per circoscrivere l'area interessata e prevenire il contagio. La Regione assicura che la situazione è sotto controllo e costantemente monitorata.

Gli assessorati regionali della Sanità e dell'Agricoltura stanno operando in stretto raccordo con le autorità sanitarie competenti. Ulteriori aggiornamenti verranno forniti nelle prossime ore.

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