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Il Vesuvio si reinventa per il turismo post-pandemia, puntando su slow trekking, enogastronomia e riscoperta delle aree interne. L'obiettivo è offrire esperienze autentiche e sostenibili.

Nuove esperienze turistiche sul Vesuvio

Si registra un crescente desiderio di esplorare il territorio attraverso percorsi legati al vino. Parallelamente, aumenta l'interesse per lo slow trekking nelle aree verdi del Vesuviano. Questi aspetti sono emersi durante la chiusura della quarta edizione di Open Outdoor Experiences 2026. L'evento si è tenuto a Capaccio Paestum, in provincia di Napoli. Ha rappresentato un punto di riferimento per il turismo sostenibile e gli appassionati di natura e sport.

La manifestazione, sostenuta dalla Regione Campania, ha evidenziato una domanda in aumento da parte degli operatori del settore. I luoghi archeologici della Campania sono apprezzati. Tuttavia, vengono richiesti anche itinerari che includano esperienze enogastronomiche. Questo settore, un tempo considerato di nicchia, sta guadagnando sempre più importanza.

Incontri con operatori internazionali

«Abbiamo avuto l'opportunità di incontrare operatori selezionati a livello nazionale ed europeo», ha spiegato Luca Coppola, presidente del Consorzio Costa del Vesuvio. «Erano presenti anche operatori americani. Tutti mostravano interesse per esperienze ed escursioni all'aria aperta. Il pubblico è variegato, con diverse fasce d'età».

«Gli operatori hanno apprezzato l'idea di visitare e vivere esperienze intorno al Vesuvio», ha aggiunto Coppola. «Le proposte includono l'escursione al Gran Cono partendo da Ercolano. Si aggiunge la visita all'Osservatorio Vesuviano. Fondamentale è la possibilità di degustare i vini delle cantine vesuviane. Queste si estendono da Ercolano a Terzigno, passando per Boscoreale».

«Ho riscontrato molto interesse per l'idea di combinare visite archeologiche con degustazioni di vino sul Vesuvio», ha sottolineato Coppola. «Questa sinergia piace molto».

Riscoperta delle aree interne

Il fascino dei parchi archeologici come Pompei, Ercolano e Oplonti rimane intatto. Anche la Reggia di Portici continua ad attrarre visitatori. Tuttavia, «l'obiettivo è puntare anche alla riscoperta delle aree interne», ha affermato Coppola. «Stiamo pensando a come convogliare nuovi flussi turistici verso l'Irpinia e l'Alto Casertano, con San Leucio».

Questo permetterebbe al turista di prolungare la propria permanenza. La Costiera Amalfitana manterrà sempre il suo appeal. Il punto cruciale è la crescente richiesta di esperienze diverse dal solito. Questa esigenza si è diffusa ampiamente dopo la pandemia. C'è una forte necessità di riscoprire la natura.

Come? «Attraverso i cammini», ha risposto Coppola. «Le esperienze di sostenibilità paesaggistica e naturalistica offrono la possibilità a molte persone stanche di rallentare il proprio ritmo. Anche noi, dal versante vesuviano, possiamo offrire una serie di esperienze naturalistiche ed enogastronomiche. Queste si discostano notevolmente dal turismo classico».

«Per questo tipo di mercato, ci impegneremo a creare pacchetti turistici su misura», ha concluso Coppola. «Vogliamo offrire proposte dedicate».

Itinerari che fanno la differenza

All'evento Open Experience, ha suscitato particolare interesse un'operatrice italiana residente a Manhattan. Ha mostrato apprezzamento per la strada regia delle Calabrie. Questo percorso ripercorre il Grand Tour, promosso dall'Archeoclub. «È uno di quegli itinerari che può fare la differenza», ha commentato l'operatrice. «Permette un turismo più slow e immerso nella natura».

La sosteniamo anche noi», ha aggiunto. «Crediamo nel valore di questi percorsi alternativi».

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