La Valcamonica si prepara a ospitare la Capitale della Cultura 2029 con un ambizioso progetto da 50 milioni di euro. Un noto architetto internazionale curerà la realizzazione di un nuovo centro per i visitatori, valorizzando i preziosi reperti archeologici camuni.
Nuovo polo culturale per i reperti camuni
La Valcamonica si prepara a un futuro di rilievo culturale. La candidatura a Capitale della Cultura 2029, ora supportata anche dalla Regione Lombardia, ha dato un nuovo impulso a un progetto di valorizzazione. Questo piano, gestito dalla Fondazione Valle dei Segni, mira a mettere in risalto i siti archeologici di Capo di Ponte e Nadro.
Inizialmente, la gestione del progetto ha incontrato diverse difficoltà. La sindaca di Ceto, Marina Lanzetti, ha deciso di procedere autonomamente. Ha acquisito parte dei finanziamenti e le aree necessarie per costruire un hub dedicato alla cultura e all'accoglienza.
Questo nuovo complesso sarà collegato direttamente al Museo didattico di Nadro e alla Riserva delle incisioni rupestri. Il collegamento avverrà tramite un tunnel pedonale e un impianto di ascensore scavato nella roccia. L'obiettivo è creare un'esperienza immersiva per i visitatori.
Acquisizione dell'area e finanziamenti
Il Comune di Ceto ha acquistato un vasto complesso dismesso dalla Filati Niggeler & Kupfer. L'area si trova nella zona artigianale di Campagnelli a Nadro. La superficie totale acquisita è di 2 ettari, comprensiva di spazi esterni. L'operazione è costata 3 milioni di euro, una cifra inferiore alla perizia di stima.
I finanziamenti per questo importante intervento sono stati ottenuti attraverso diversi accordi. La sindaca Marina Lanzetti ha sottoscritto protocolli d'intesa con la Comunità Montana e il Bim. Dopo la designazione del Comune come soggetto attuatore, sono state definite le risorse disponibili.
Il primo lotto del progetto è stato finanziato per 10 milioni di euro. Di questi, 7 milioni e 750.000 euro provengono dal Fondo Comuni Confinanti (Fcc). I restanti 2 milioni e 250.000 euro sono stati finanziati dal Bim.
Successivamente, sono stati ottenuti ulteriori 4 milioni e 600.000 euro sempre dal Fcc. Con questa somma aggiuntiva, le risorse totali disponibili ammontano ora a 14 milioni e 600.000 euro. La designazione come ente attuatore è stata ratificata dal Comitato Paritetico del Fondo.
Progettazione e comitato scientifico
Sono in corso interlocuzioni con la Regione e la Comunità Montana per reperire ulteriori fondi. Il costo totale stimato del progetto varia tra i 50 e i 60 milioni di euro. La sindaca Marina Lanzetti ha scelto l'architetto Michele De Lucchi per la progettazione dell'hub. De Lucchi è un'archistar di fama internazionale.
È stato inoltre istituito un comitato scientifico. Questo gruppo avrà il compito di definire le linee guida tematiche del nuovo polo museale. Tra i membri spiccano figure di rilievo come l'archeologo Ausilio Priuli, ideatore dell'Archeopark di Darfo. Vi partecipano anche l'architetto milanese Giorgio Grassano Genovese e un geologo direttore della Fondazione Valle dei Segni, profondo conoscitore della Valcamonica.
Si è tenuto un primo incontro in Comune tra la sindaca e il team di progettisti guidato da Michele De Lucchi. La sindaca Lanzetti ha espresso gratitudine al presidente della Comunità Montana Corrado Tomasi e ai sindaci della Media Valle. Ha sottolineato come questo progetto rappresenti un investimento cruciale per il futuro di Ceto e dell'intera Media Valle Camonica.
L'iniziativa dimostra l'impegno costante nel trasformare le risorse ottenute in opere concrete a beneficio della collettività. La trasformazione della Filati Niggeler & Kupfer in un polo dedicato ai tesori archeologici camuni segna un nuovo capitolo per la regione.
Domande frequenti sulla Valcamonica
Qual è il costo totale previsto per il nuovo polo culturale in Valcamonica?
Il costo complessivo del progetto è stimato tra i 50 e i 60 milioni di euro.
Chi è stato scelto per progettare il nuovo hub culturale?
La progettazione è stata affidata all'architetto di fama internazionale Michele De Lucchi.
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