Condividi
AD: article-top (horizontal)

Un importante convegno a Città di Castello ha riunito professionisti e istituzioni per discutere come rendere la cultura pienamente accessibile a tutti, specialmente in edifici storici. L'evento ha evidenziato la necessità di un approccio integrato per abbattere le barriere fisiche e percettive.

Accessibilità culturale: un obiettivo condiviso

La sfida di rendere la cultura veramente accessibile a ogni individuo è stata al centro di un convegno tenutosi a Città di Castello. L'incontro, denominato "L'accessibilità nei luoghi della cultura", si è svolto presso la sala multimediale Officina della Lana. L'iniziativa è nata dalla collaborazione tra l'Ordine degli Architetti Ppc di Perugia, il Festival delle Nazioni e gli Architetti dell'Altotevere. L'obiettivo era riunire esperti nazionali e realtà locali per affrontare il tema dell'inclusione negli spazi culturali.

Molti di questi luoghi sono ospitati in edifici storici. Questi presentano spesso criticità che ne limitano la piena fruibilità. Il dibattito ha quindi esplorato soluzioni concrete per superare tali ostacoli. Si è sottolineata l'importanza di un approccio multidisciplinare. Questo deve coinvolgere architetti, amministratori pubblici e rappresentanti delle associazioni di categoria.

Progettare per l'inclusione: un approccio integrato

I lavori sono stati coordinati da Maria Carmela Frate, consigliera dell'Ordine di Perugia. I saluti istituzionali hanno visto la partecipazione di Virna Venerucci, presidente dell'Ordine degli Architetti di Perugia. Erano presenti anche Giuseppe Stefano Bernicchi, vice sindaco e assessore all'Urbanistica di Città di Castello, e Lucia Fiorucci, presidente degli Architetti dell'Altotevere.

Virna Venerucci ha evidenziato come la progettazione dell'accessibilità operi su più fronti. Si tratta di aspetti percettivi, spaziali, tecnologici e normativi. «Progettare accessibilità significa lavorare su molti livelli», ha affermato. È necessario un approccio integrato. Questo richiede competenze specifiche e una visione condivisa. Coinvolge progettisti, amministrazioni e operatori culturali. Solo così si garantisce un'esperienza completa e dignitosa a ogni cittadino.

«L'inclusione non è un obiettivo astratto», ha aggiunto Venerucci. È piuttosto un parametro di qualità progettuale. L'iniziativa ha favorito una preziosa collaborazione con il Festival delle Nazioni e la sua presidente, Silvia Polidori. Musica e architettura hanno trovato un dialogo naturale. Questo dimostra come la cultura possa essere un terreno comune per promuovere l'accessibilità.

Sviluppo urbano sostenibile e accessibilità

Il vice sindaco Giuseppe Bernicchi ha portato i saluti dell'amministrazione comunale. Ha sottolineato il valore dell'incontro. Questo evento di alto livello tecnico e culturale ha messo in luce aspetti cruciali. Riguardano lo sviluppo sostenibile delle città. L'obiettivo è creare centri urbani sempre più a misura di tutti. Devono essere privi di barriere ed ostacoli di varia natura.

Lucia Fiorucci ha espresso un sentito ringraziamento. Ha citato la presidente dell'Ordine, Virna Venerucci, e la presidente del Festival delle Nazioni, Silvia Polidori. Ha apprezzato la loro fiducia nella sinergia tra i due enti. Questa unione mira a valorizzare il territorio. Lo fa attraverso il dialogo tra architettura e musica. «Siamo consapevoli che le barriere esistono», ha dichiarato Fiorucci. Abbatterle richiede la capacità di immedesimarsi nell'altro. Questo è un esercizio fondamentale per la nostra professione.

Approfondimenti tecnici e esperienze locali

Dopo i saluti istituzionali, sono intervenuti Alessandra Ferrari, vice presidente del Cnappc (Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori). Ha trattato la progettazione dell'accoglienza. Flavio Mangione, consigliere del Cnappc, ha approfondito l'accessibilità come diritto e legalità. Il Comune di Città di Castello ha presentato il proprio percorso di pianificazione dell'accessibilità. L'Associazione Il Mosaico ha condiviso la propria esperienza sui Peba (Piani per l'eliminazione delle barriere architettoniche).

L'evento si è concluso con un concerto serale. Il Trivella Piano Duo ha eseguito "La Danza e l'Ombra" nella Sala degli Specchi di Palazzo Bufalini. La performance è avvenuta in collaborazione con il Festival delle Nazioni. Prima dell'esibizione, la presidente del Festival, Silvia Polidori, ha ringraziato l'Ordine degli Architetti. Ha apprezzato la scelta di abbinare al convegno un momento di cultura e musica.

AD: article-bottom (horizontal)