Uno spettacolo di danza e teatro esplora il legame tra sport, memoria e identità personale. L'evento si terrà al Teatro Sociale di Como.
Danza e sci di fondo si incontrano
Il Teatro Sociale di Como presenta uno spettacolo unico. Si intitola “First Love”. L'opera è firmata da Marco D’Agostin. L'artista ha vinto il premio Ubu nel 2018. Lo spettacolo fa parte della stagione 2025/26. Questa stagione è dedicata allo sport. L'evento si terrà giovedì 9 aprile alle ore 20.30.
“First Love” unisce il movimento scenico alla riflessione intima. Indaga il rapporto tra ricordi e costruzione di sé. D’Agostin lavora da tempo sulla memoria. Crea dispositivi coreografici partendo da archivi. Questi possono essere individuali o collettivi. L'obiettivo è coinvolgere lo spettatore. Lo spettatore deve potersi immedesimare.
Il ritorno alle origini
In “First Love”, questo percorso diventa esplicito. Il palco diventa uno spazio di ritorno alle origini. È un confronto diretto con il proprio passato. La storia al centro del lavoro è quella di un ragazzo degli anni Novanta. Questo ragazzo non era interessato al calcio. Era attratto dallo sci di fondo. Il tutto è ambientato in una zona del Nord Italia.
Gli spazi domestici si mescolano ai paesaggi. Il movimento sportivo si trasforma in gesto coreografico. Anticipa una vocazione artistica senza che il ragazzo lo sappia. Lo sci diventa un linguaggio. È una grammatica del corpo. Si sviluppa tra il salotto e la camera da letto. Questo accade prima di una consapevolezza artistica.
Nostalgia e competizione sul palco
Quel ragazzo è oggi un danzatore. Non più un atleta sulla neve. È un interprete sul palcoscenico. Mantiene però un’attitudine agonistica. Questa si traduce in tensione coreografica. C’è una continua oscillazione. Si muove tra nostalgia e competizione. Il lavoro si arricchisce di un incontro speciale. Incontra Stefania Belmondo. Lei è una figura mitica dell’infanzia dell’artista.
Questo incontro riattiva il legame con la montagna. Riattiva un immaginario sportivo radicato. La drammaturgia si intreccia con una rilettura. Si rilegge una gara olimpica famosa. È quella della campionessa piemontese. Si tratta della 15 chilometri a tecnica libera. Le Olimpiadi erano quelle di Salt Lake City 2002.
Un gesto emotivo stratificato
In questa rievocazione, “First Love” diventa un gesto emotivo. È un gesto stratificato. Ci sono esultanza e rivendicazione. C’è anche la frammentazione della nostalgia. Questi elementi convivono in un dispositivo scenico. Questo dispositivo restituisce al primo amore una piena legittimità. Lo rende quasi necessario.
Lo spettacolo fa parte del progetto 4×40 Under40. È un abbonamento pensato per un pubblico giovane. Si rivolge a persone fino ai quarant’anni. Prevede quattro appuntamenti. Si inizia con un aperitivo. Poi c’è lo spettacolo. Tutto avviene in un’atmosfera raccolta. Dopo “I puritani” e “La grande magia”, il ciclo si conclude. Si conclude con “Olympiade [trace]” il 21 aprile.
Informazioni tecniche e biglietti
“First Love” è un progetto di Marco D’Agostin. Lui è anche interprete. Il suono è di LSKA. La consulenza scientifica è di Stefania Belmondo e Tommaso Custodero. L’assistenza alla drammaturgia è di Chiara Bersani. Le luci sono di Alessio Guerra. La produzione è di VAN. La coproduzione vede il coinvolgimento di Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Torinodanza festival ed Espace Malraux. Questo avviene nell’ambito del progetto Corpo Links Cluster. È sostenuto dal programma Interreg Italia-Francia ALCOTRA 2014-2020.
I biglietti sono acquistabili online. Sono disponibili anche presso la biglietteria del teatro. La foto dell'articolo è di Alice Brazzit.