Le aziende del Varesotto registrano una grave carenza di personale, con quasi la metà delle posizioni lavorative che rimangono scoperte. Metalmeccanica ed edilizia sono i settori più colpiti da questa emergenza occupazionale.
Difficoltà di reperimento personale nel Varesotto
Le piccole e medie imprese della provincia di Varese affrontano una sfida senza precedenti. Nel primo trimestre del prossimo anno, si prevedono circa 15.120 nuove assunzioni. Tuttavia, le stime indicano che ben 7.772 posizioni resteranno vacanti. Questo dato emerge da una ricerca promossa da Confartigianato Imprese Varese.
La difficoltà media nel trovare figure professionali qualificate ha raggiunto il 51,4%. Questo valore supera per la prima volta la soglia del 50%. Tale soglia è considerata indicativa di una tensione strutturale nel mercato del lavoro locale. La situazione è particolarmente critica per le aziende manifatturiere più piccole.
Settori più colpiti dalla carenza di manodopera
L'Osservatorio periodico sul mercato del lavoro nelle Pmi, pubblicato dal Centro studi imprese territorio di Confartigianato Imprese Varese, analizza un'area estesa. Questa include le province di Como, Monza-Brianza e il Nord-Ovest di Milano. La distribuzione delle posizioni non coperte evidenzia i settori trainanti del problema.
Al primo posto si colloca il comparto metalmeccanico. Segue il settore del turismo e ristorazione. Al terzo posto troviamo le costruzioni. Questi tre settori da soli assorbono quasi 3.400 posizioni scoperte. Ciò rappresenta il 44% del totale provinciale.
Altri settori con significative carenze includono il commercio, i servizi alle imprese, l'alimentare, l'ICT e il digitale. Sono coinvolti anche trasporti e logistica, sanità e assistenza, tessile-moda, gomma-plastica e chimico-farmaceutico. Il costo complessivo di questo disallineamento occupazionale è stimato fino a 105 milioni nel trimestre.
Le dichiarazioni di Confartigianato Imprese Varese
Il presidente di Confartigianato Imprese Varese, Paolo Rolandi, ha espresso preoccupazione. «Il dato che ci interessa di più», ha dichiarato, «è la tensione che si concentra sul metalmeccanica e costruzioni. Questi sono settori dove le nostre Pmi competono ogni giorno per le stesse competenze tecniche scarse».
Rolandi ha sottolineato la necessità di interventi mirati. «La risposta non può essere solo salariale», ha affermato. «Anche se la leva retributiva, insieme a welfare e attrattività, è uno sforzo che molte imprese artigiane stanno introducendo. Servono però politiche coerenti».
Cause e possibili soluzioni
La carenza di personale qualificato nel Varesotto è un fenomeno complesso. Le cause possono essere molteplici, tra cui la mancanza di percorsi formativi adeguati alle esigenze del mercato. Anche la scarsa attrattività di alcuni settori per le nuove generazioni gioca un ruolo importante. L'invecchiamento della forza lavoro e il pensionamento di figure esperte aggravano ulteriormente la situazione.
Le imprese cercano di rispondere con incentivi economici e miglioramenti delle condizioni lavorative. Tuttavia, è evidente che sono necessarie strategie più ampie. Queste dovrebbero coinvolgere istituzioni, enti di formazione e le stesse aziende per creare un ponte tra domanda e offerta di lavoro. L'obiettivo è garantire la competitività del tessuto produttivo locale.
Domande frequenti
Quali sono i settori più colpiti dalla carenza di personale nel Varesotto?
I settori maggiormente interessati dalla difficoltà di reperimento del personale nel Varesotto sono la metalmeccanica, il turismo e la ristorazione, e le costruzioni. Questi comparti registrano le maggiori difficoltà nel trovare figure professionali qualificate.
Qual è la percentuale di posizioni lavorative che rimarranno scoperte nel Varesotto?
Nel primo trimestre del prossimo anno, si stima che circa il 51,4% delle posizioni lavorative aperte nel Varesotto rimarrà scoperto. Questo dato, superiore al 50%, indica una situazione di forte tensione strutturale nel mercato del lavoro locale.
Questa notizia riguarda anche: