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Il sindacato Fim Cisl segnala un significativo ritardo nell'attuazione degli investimenti promessi da Beko nei siti marchigiani di Fabriano e Comunanza. La preoccupazione riguarda il futuro industriale e occupazionale.

Ritardi negli investimenti Beko Marche

La Fim Cisl ha espresso forte preoccupazione. Riguarda i ritardi negli investimenti di Beko. Questi riguardano i siti di Fabriano e Comunanza. Un incontro si è tenuto ieri ad Ancona. Era presente il coordinamento Fim Cisl Beko Marche. Hanno partecipato anche delegati nazionali.

La situazione è critica. Solo una minima parte dei fondi è stata impegnata. Si tratta di quasi 90 milioni di euro. Questi fondi erano destinati ai poli produttivi. Riguardano Melano e Comunanza. Anche il centro direzionale di Fabriano è coinvolto. Il piano di investimenti copre il triennio 2025-2027.

Accordo quadro non rispettato

L'accordo quadro era stato firmato nell'aprile 2025. Prevedeva investimenti specifici. Miravano all'innovazione tecnologica. Dovevano sviluppare nuovi prodotti. La sostenibilità ambientale era un altro punto. Questi elementi erano essenziali. Servivano al rilancio dei siti ex-Whirlpool. Dovevano aumentarne la competitività.

Secondo i sindacati, gli impegni non sono stati mantenuti. Esprimono forte preoccupazione. Questa sensazione è condivisa da chi lavora ogni giorno. Si interrogano sul futuro industriale. La situazione attuale mette a rischio la competitività. Compromette anche la stabilità occupazionale. Senza investimenti, Beko non può competere. Il divario con i gruppi asiatici e cinesi aumenta. Le quote di mercato sono in pericolo.

Carenze e richieste al Ministero

Sono state evidenziate carenze. Riguardano la manutenzione ordinaria degli stabilimenti. Questo aumenta il clima di insicurezza. I lavoratori sono preoccupati. Un esempio concreto è il ritardo. Si tratta dell'installazione dei pannelli solari. Questo è un investimento strategico. Dovrebbe migliorare l'efficienza energetica. La sua realizzazione non dovrebbe dipendere dalle vendite.

Se questi interventi non vengono eseguiti. Le fabbriche non possono rinnovarsi. Non possono nemmeno ridurre i costi operativi. La direzione di Beko Italia deve agire. È necessario un piano di intervento. Questo deve essere presentato al Ministero. L'incontro è fissato per il 28 aprile. Si terrà presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). Il piano deve rispettare l'accordo del 14 aprile 2025.

L'obiettivo è valorizzare i siti italiani. Devono avere un ruolo strategico. Questo vale per Beko Europe. E anche a livello globale. La nota sindacale ricorda un aspetto. L'unico punto dell'accordo applicato finora. Sono gli esuberi. Nelle Marche hanno riguardato 270 posizioni lavorative. Coinvolgono sia Fabriano che Comunanza.

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