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Pantaleone Sergi presenta "Rosso podestà", un nuovo capitolo della sua saga ambientata a Mambrici. Il romanzo intreccia la grande storia con le vicende di un piccolo paese calabrese, esplorando illusioni politiche e trasformazioni sociali.

Un nuovo capitolo della saga di Mambrici

Pantaleone Sergi, noto giornalista e scrittore, torna con un'opera narrativa. Il suo nuovo libro si intitola "Rosso podestà". È stato pubblicato da Pellegrini editore. Il volume conta 184 pagine e ha un costo di 20,00 euro.

Sergi, già inviato speciale per la Repubblica e fondatore de il Quotidiano della Calabria, offre una storia complessa. Il romanzo è descritto come corale. Si inserisce nella saga dedicata a Mambrici, un luogo immaginario paragonato a Macondo. La fine del protagonista simboleggia un'illusione. Si tratta dell'illusione "rossa", inizialmente difficile da realizzare. Poi si è rivelata impraticabile nella realtà di un paese calabrese. Il periodo storico coperto è la prima metà del Novecento.

Dalle macerie alla politica: la storia di Pepè Pellicari

Il precedente romanzo di Sergi, "Liberandisdomini", raccontava il terremoto che distrusse Mambrici. In "Rosso podestà", la narrazione segue due fratelli orfani. Loro sono sopravvissuti al crollo dell'Ospizio di Carità. Una ricca crocerossina li ha portati a Padova. Li ha cresciuti come figli e li ha nominati eredi di un cospicuo patrimonio. Dopo la Grande Guerra, i due sono tornati a Mambrici. Vivevano di rendita.

Il protagonista principale è Pepè Pellicari. Era un giovane scapestrato. Aveva frequenti delusioni amorose. Era attratto dalla politica, in particolare da Mussolini. Dopo anni trascorsi in Eritrea, a causa dei suoi insuccessi sentimentali, tornò a Mambrici. Lì fondò il fascio locale. Successivamente, fu nominato podestà.

La svolta inaspettata e la fine tragica

Solo all'inizio della Seconda Guerra Mondiale, Pepè trovò un modo per superare la sua mediocrità. Questo fu possibile soprattutto grazie alla moglie, Alma. Lei era una donna combattiva. Lo spinse a prendere posizione. Difese le ragioni del proletariato. Fu candidato comunista alla Camera dei deputati. Tuttavia, la sua parabola si concluse tragicamente. Soccomberà sotto i colpi di un individuo folle. Questa follia individuale rappresenta una più ampia discesa nella pazzia collettiva.

Un affresco tra storia e fantasia

"Rosso podestà" è un romanzo potente. Ospita numerose altre storie e personaggi. Offre un avvincente affresco. La forza del libro risiede nella simmetria tra gli eventi storici di grande portata e le piccole vicende di un paese. Mambrici diventa il palcoscenico dove la fantasia dell'autore si fonde con la realtà.

La narrazione scorre con un ritmo incalzante. La lettura è agevolata dalla scelta linguistica. Sergi utilizza una lingua che integra elementi dialettali in modo discreto. Questi elementi rafforzano l'aderenza al contesto. Attraverso questo codice lessicale coinvolgente, Sergi dipinge un mondo. Le atmosfere del realismo fantastico, o "descrittivo" come preferisce definirlo l'autore, si fondono con le ambientazioni locali. Si crea così un universo parallelo. Questo universo è il teatro del racconto. Questo stile era già presente nei precedenti romanzi della saga: "Liberandisdomini" e "Il giudice, sua madre e il basilisco".

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