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L'archivio Ramelli, un prezioso patrimonio culturale di Fabriano, è stato ufficialmente inaugurato e reso accessibile al pubblico nella Biblioteca Multimediale. La collezione, donata dalla famiglia, vanta migliaia di volumi e documenti storici.

Un tesoro storico per Fabriano

La città di Fabriano si arricchisce di un importante patrimonio. L'Archivio Ramelli, frutto di anni di lavoro e di una generosa donazione, ha trovato la sua sede definitiva. I cittadini potranno ora accedere a questa risorsa unica.

La collezione comprende circa tremila cinquecento volumi. Si aggiungono centomila fogli di documenti. Questo materiale copre un secolo di storia e cultura locale. La famiglia Ramelli, insieme a Raccamadoro, ha reso possibile questa acquisizione.

L'archivio è ora ospitato presso la Biblioteca Multimediale "R. Sassi". L'obiettivo è renderlo fruibile a tutti gli interessati. La consultazione è aperta a chiunque desideri approfondire la storia del territorio.

Contenuti e catalogazione dell'archivio

Il fondo è imponente. Si sviluppa per circa cento metri lineari di scaffalature. Sono catalogati quasi settecento titoli di libri. Alcuni di questi sono composti da più volumi.

Migliaia di opuscoli arricchiscono la collezione. Oltre centomila fogli singoli sono ordinati con cura. Sono conservati in centinaia di faldoni. Ogni elemento è stato digitalizzato.

È stato creato un archivio informatico. Questo sistema permette ricerche mirate. Si può cercare per autore, argomento o collocazione fisica. La catalogazione digitale facilita l'accesso ai contenuti.

Un ringraziamento alla famiglia donatrice

L'Amministrazione comunale esprime profonda gratitudine. Un sentito ringraziamento va alla famiglia Ramelli. In particolare a Maria Isabella Ramelli e suo marito Paolo Selini. Anche i nipoti Alessandro e Matteo Raccamadoro Ramelli sono stati ringraziati.

La loro generosità ha permesso di preservare questo patrimonio. La donazione assicura la conservazione per le future generazioni. L'intera comunità di Fabriano condivide questo apprezzamento.

La cultura come patrimonio identitario

La sindaca Daniela Ghergo ha sottolineato l'importanza dell'iniziativa. «La cultura è patrimonio identitario della nostra collettività», ha affermato. L'acquisizione dell'archivio come bene comunale è fondamentale.

Questo permetterà la custodia e la consultazione. Le future generazioni potranno beneficiare di questo sapere. La conservazione della memoria storica è una priorità.

Un lavoro complesso ma gratificante

L'assessora comunale alla Bellezza, Maura Nataloni, ha evidenziato l'impegno profuso. Ci sono voluti circa quattro anni di lavoro. Un percorso complesso ma che ne è valsa la pena. Il risultato è un archivio di grande valore.

All'inaugurazione era presente il dottor Benedetto Luigi Compagnoni. È il Soprintendente archivistico e bibliografico delle Marche. Ha confermato l'importanza storica dell'archivio. È stato dichiarato di interesse storico tra i primi in assoluto.

La normativa sugli archivi privati è stata rispettata. L'eccezionale importanza del fondo è stata riconosciuta. Il valore culturale è considerato incommensurabile. Supera di gran lunga la quantificazione economica.

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