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Una mostra a Milano celebra lo scultore faentino Carlo Zauli nel centenario della sua nascita. L'esposizione esplora il legame tra l'artista e la scena artistica milanese dagli anni '50.

Carlo Zauli: un percorso tra Faenza e Milano

La Casa Museo Boschi Di Stefano a Milano dedica un'importante esposizione allo scultore Carlo Zauli. L'evento, in programma fino al 7 giugno, commemora il centenario della nascita dell'artista faentino. La sede, che include la Scuola di ceramica, si rivela il contesto ideale per illustrare la connessione tra la ricerca artistica di Zauli e l'ambiente milanese a partire dagli anni Cinquanta.

L'iniziativa, intitolata «Carlo Zauli 1926–2026. Tra Faenza e Milano», è curata da Gaspare Luigi Marcone. In collaborazione con il Museo Carlo Zauli di Faenza, l'esposizione analizza le fasi cruciali dell'evoluzione creativa di Zauli. Si parte dal confronto con le neoavanguardie per giungere alla piena maturità artistica. Al centro della sua opera, il «bianco Zauli» emerge come cifra stilistica distintiva e autonoma.

La mostra si presenta come un'esperienza «intima». Segue un ritmo quasi «laboratoriale» e domestico, in sintonia con gli spazi della Scuola di ceramica. L'obiettivo è offrire uno sguardo approfondito sulla poetica dell'artista.

Il legame di Zauli con la scena milanese

Un momento chiave per comprendere questo progetto è il 1957. In quell'anno, Carlo Zauli si immerge attivamente nel panorama artistico milanese. Partecipa alla XI Triennale di Milano. Espone inoltre in una significativa mostra personale presso la Galleria Montenapoleone di Serena Perfetti. Presenta opere ceramiche che segnano la sua fase di maturazione e il suo passaggio verso nuove soluzioni formali e tecniche.

La Galleria Montenapoleone era un centro espositivo di primaria importanza negli anni Cinquanta. Ha ospitato mostre di rilievo. Tra queste, le collettive dei fratelli Pomodoro nel 1954. E ancora, «L’avanguardia. Picabia Sant’Elia Fontana Baj Manzoni» nel 1958. Non mancarono le personali di artisti come Mirko Basaldella (1957) e Bruno Munari (1958).

La fine degli anni Cinquanta a Milano fu un periodo di grande fermento creativo. Nuove proposte artistiche trovarono spazio in gallerie prestigiose. Si ricordano le mostre di Yves Klein («Proposte monocrome – Epoca blu» alla Galleria Apollinaire) e di Alberto Burri (alla Galleria del Naviglio), entrambe nel 1957.

Marieda Di Stefano e la Scuola di ceramica

In quegli stessi anni, Marieda Di Stefano fondava la sua Scuola di ceramica. Allieva dello scultore Luigi Amigoni, Marieda nutriva una profonda ammirazione per la ceramica rinascimentale italiana. In particolare, era affascinata dalle opere di Luca e Andrea Della Robbia. Scelse infatti il nome d'arte «Andrea Da Robbio» in loro omaggio.

Marieda si dedicò principalmente a sculture in ceramica policroma. Dimostrò una notevole sensibilità nell'uso degli smalti. Sotto la sua guida, la Scuola di ceramica si affermò come luogo di incontro, creazione ed esposizione. La mostra dedicata a Carlo Zauli intende quindi proseguire gli ideali della sua eclettica fondatrice.

Zauli: tra tradizione faentina e innovazione

Carlo Zauli rielabora le soluzioni della tradizionale scuola faentina. Una tradizione che conosceva bene grazie al suo contesto cittadino, alle botteghe ceramiche e ai musei. Tra questi, spicca il MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche, ancora oggi un polo di riferimento internazionale.

In particolare, Zauli riprende la monocromia bianca delle antiche «faenze» rinascimentali. E la monocromia blu delle smaltature. Aggiorna così la sua cultura artistica con le nuove tendenze provenienti dall'area milanese. Negli anni Settanta, l'artista aprì anche un atelier a Milano, nei pressi dell'Arco della Pace. Mantenne tuttavia sempre attivo il suo grande studio a Faenza.

Il percorso espositivo e il dialogo con Fontana

Il percorso espositivo ripercorre alcuni dei momenti salienti dello sviluppo creativo di Zauli. Si parte dai primi vasi dalle forme più tradizionali. Si prosegue con quelli successivi, definiti «sconvolti». Vengono presentate anche le «stele» e le «zolle».

Negli spazi della Casa Museo, al secondo piano, la scultura «Vaso sconvolto» è posta in dialogo con opere di Lucio Fontana. Zauli conobbe Fontana sia a Faenza che a Milano, instaurando un proficuo scambio artistico.

Carlo Zauli: cenni biografici

Carlo Zauli (Faenza, 19 agosto 1926 – 14 gennaio 2002) è stato una figura di spicco della scultura italiana del Novecento. Dopo gli studi al Regio Istituto d’Arte per la Ceramica di Faenza, subì la deportazione in un campo di lavoro tedesco nel 1944. Tornato nella sua città natale, completò la sua formazione nel 1948. Aprì un laboratorio in via della Croce nel 1950, oggi sede del Museo Carlo Zauli.

Il contesto faentino, ricco di istituzioni e eventi artistici, insieme alle prime esposizioni nazionali, favorirono i contatti di Zauli con grandi personalità della cultura artistica contemporanea. Tra questi, Lucio Fontana, Nanni Valentini, i fratelli Arnaldo e Giò Pomodoro, Leoncillo Leonardi, Gio Ponti e Giuseppe Spagnulo. Collaborò anche con storici e critici come Giulio Carlo Argan. Sviluppò inoltre un particolare sodalizio con istituzioni e musei giapponesi, dove espose in numerose mostre collettive e personali.

Nel 1975 aprì uno studio a Milano. Qui proseguì le realizzazioni in grès, potenziando le sperimentazioni su opere in bronzo e marmo iniziate anni prima.

Premi e riconoscimenti

Carlo Zauli fu vincitore più volte del «Premio Faenza» (1953, 1958, 1962), oltre a ricevere varie menzioni e premi paralleli. Espose alla Triennale di Milano (1953-1954, 1957, 1964, 1968) e alla Quadriennale di Roma (1973, 1986). Ricevette numerosi ruoli istituzionali, premi e riconoscimenti sia a livello nazionale che internazionale.

Il Museo Carlo Zauli, fondato dagli eredi nel 2002 e diretto da Matteo Zauli, è oggi un centro artistico-culturale di primaria importanza. La sua ricca programmazione include mostre, residenze, corsi e laboratori.

Informazioni sulla mostra

Carlo Zauli 1926 – 2026. Tra Faenza e Milano

A cura di Gaspare Luigi Marcone

In collaborazione con Museo Carlo Zauli – Faenza

13 marzo – 7 giugno 2026

Casa Museo Boschi Di Stefano – Scuola di ceramica

Via Giorgio Jan 15 – 20129, Milano

Orari: Da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 17.30 (ultimo ingresso alle 17.00)

Ingresso gratuito.

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