A Forlì, un autista soccorritore è stato arrestato con l'accusa di omicidio pluriaggravato per la morte di un'anziana in ambulanza. Le indagini esplorano altri decessi sospetti e possibili coperture.
Autista soccorritore arrestato a Forlì
Le autorità giudiziarie di Forlì hanno disposto l'arresto di Luca Spada. L'uomo, un autista soccorritore di 27 anni, è accusato di omicidio pluriaggravato. L'accusa riguarda la morte di Deanna Mambelli, una donna di 85 anni. La presunta causa del decesso sarebbe l'iniezione di aria nel sistema venoso tramite catetere. Questo metodo avrebbe provocato un arresto cardiocircolatorio fatale.
Al momento, Luca Spada è l'unico indagato nel caso. Non risultano altre persone coinvolte o iscritte nel registro degli indagati. La Procura di Forlì sta conducendo approfondite indagini. L'arresto si concentra sul decesso della signora Mambelli. Questo caso è stato l'unico sottoposto ad autopsia nelle ore immediatamente successive al decesso. L'esame autoptico ha rivelato una quantità d'aria sufficiente a causare l'arresto cardiaco.
Altri decessi sotto esame
Le indagini non si fermano al caso di Deanna Mambelli. La Procura di Forlì sta esaminando altri decessi sospetti avvenuti in circostanze simili. Tra questi figurano Vittorio Benini (85 anni), Vincenzo Pesci (81 anni), Edoarda Gasperini, Francesco Mario Scavone (69 anni) e Mirella Montanari (77 anni). Si ipotizza che Luca Spada possa aver utilizzato le stesse modalità per causare questi ulteriori decessi.
L'indagine è partita lo scorso ottobre grazie a segnalazioni confidenziali. Le fonti hanno allertato i carabinieri riguardo a un numero eccessivo di decessi. Il procuratore capo Enrico Cieri ha evidenziato una statistica preoccupante. Su 16.000 trasporti effettuati dalla Croce Rossa di Forlimpopoli-Bertinoro, si sono verificati otto episodi gravi. Di questi, due sono stati risolti, mentre negli altri sei si sono registrati cinque decessi. In tutti questi casi, Luca Spada era presente sull'ambulanza.
Intercettazioni e sospetti di copertura
Le intercettazioni telefoniche hanno rivelato conversazioni inquietanti. Luca Spada ha pronunciato frasi che hanno destato forte preoccupazione. In una di queste, rivolgendosi a un collega, ha detto: «Ma perché dovete salvare tutti? Ogni tanto qualcuno deve morire. A Meldola devono morire anche quelli di Forlì, è mercato». In un'altra intercettazione, alla domanda della compagna «Stai facendo secco un altro vecchio?», ha risposto: «No, dobbiamo prendere una vecchia per Ravenna».
Particolarmente significative sono due intercettazioni. La prima, del 17 novembre 2025, in cui Spada scrive a una collega: «Bisogna che mercoledì 26 facciamo la lunga assieme così secchiamo qualcuno e siamo perfetti». La seconda, dell'8 luglio, in cui afferma: «Ho appena fatto un morto di Cusercoli».
Le indagini stanno anche valutando la possibilità di coperture. Una collega di Luca Spada, sentita dai carabinieri, avrebbe negato qualsiasi illecito da parte del giovane. Questa testimone sarebbe legata affettivamente a Spada. Gli investigatori sospettano che possa agire per proteggere il compagno. La Procura sottolinea il pericolo di reiterazione del reato e il possibile inquinamento delle prove.
Movente ancora da chiarire
Il giudice per le indagini preliminari Ilaria Rosati ha escluso l'ipotesi della premeditazione. Resta da chiarire il movente dietro i presunti omicidi. Il procuratore Enrico Cieri ha dichiarato che le indagini proseguiranno per comprendere se la causa sia di natura economica, passionale o emotivo-psicologica. Non risulta che Spada sia socio di agenzie di pompe funebri, sebbene alcune intercettazioni suggeriscano un possibile ritorno economico.
L'interrogatorio di garanzia di Luca Spada è previsto a breve. Sarà assistito dagli avvocati Marco Martines e Gloria Parigi. La difesa potrebbe puntare sulla testimonianza della collega che nega le accuse. Tuttavia, le intercettazioni e i risultati dell'autopsia rappresentano prove significative per l'accusa. La comunità di Forlì attende risposte su questi inquietanti eventi.