Avvio della consulta per la pesca del Garda
Desenzano del Garda (BS) – È stata ufficialmente istituita la Consulta per la pesca sul Lago di Garda. L'organismo nasce dall'accordo tra Regione Lombardia, Regione Veneto e Provincia autonoma di Trento.
L'obiettivo primario è garantire una gestione unitaria e sostenibile dell'intero patrimonio ittico del lago. L'assessore all'Agricoltura della Lombardia, Alessandro Beduschi, ha partecipato alla prima seduta dell'organismo.
Un organismo per la tutela del patrimonio ittico
La Consulta si affianca al Tavolo tecnico già esistente, diventando uno strumento stabile di confronto. A essa spetterà il compito di formulare proposte e pareri. Le aree di intervento includono la gestione della pesca, la tutela della fauna ittica e l'aggiornamento delle normative vigenti.
«La gestione del Garda richiede una visione unitaria e scelte condivise», ha dichiarato l'assessore Beduschi. «Con la Consulta mettiamo a sistema le competenze, dando continuità a un lavoro interistituzionale che prosegue da anni e che oggi si rafforza ulteriormente».
Forte rappresentanza lombarda
La Lombardia vanta una presenza significativa all'interno della Consulta, con 12 dei 32 componenti totali. La rappresentanza lombarda include dirigenti e tecnici regionali, i Comuni rivieraschi di Gargnano e Manerba del Garda, associazioni di pesca sportiva come FIPSAS e Unione Pescatori Bresciani, organizzazioni di pescatori professionali come FAI CISL e il WWF.
Questa partecipazione sottolinea il peso della Lombardia nel contesto gardesano e la volontà di contribuire attivamente alle decisioni strategiche per il lago.
Ricerca scientifica e tecnologie innovative
Parallelamente all'azione istituzionale, la gestione del lago si avvale di un importante supporto scientifico. L'intesa interregionale ha dato il via a un progetto di studio della biocenosi del lago, atteso da tempo.
Questo studio, iniziato a novembre, durerà 30 mesi e richiederà un investimento di circa 800.000 euro. Utilizzerà tecnologie innovative per analizzare le criticità legate alla conoscenza della comunità ittica del bacino lacustre.
Tra le tecniche impiegate vi è il monitoraggio basato sul DNA ambientale (eDNA). Questo metodo permette di rilevare la presenza delle specie ittiche analizzando campioni d'acqua, senza ricorrere a procedure invasive.
Focus su coregone e carpione
La ricerca si concentra anche sulle dinamiche ecologiche tra specie di particolare interesse. Tra queste figurano il coregone, fondamentale per l'attività di pesca, e il carpione del Garda, specie autoctona protetta in forte declino.
L'obiettivo è comprendere la capacità di autosostentamento del coregone. Si mira anche a ottimizzare il funzionamento degli incubatoi ittici. Inoltre, si studieranno le relazioni tra coregone e carpione per valutare eventuali competizioni per le risorse.
Queste analisi forniranno dati essenziali per definire strumenti di gestione più mirati. Si valuteranno aspetti come la selettività delle reti e la regolazione dello sforzo di pesca.
Decisioni basate su dati scientifici
«Le decisioni devono poggiare su basi scientifiche solide», ha concluso l'assessore Beduschi. «Oggi abbiamo strumenti nuovi che ci permettono di conoscere meglio il lago e quindi di intervenire in modo più efficace».
L'intervento mira a tutelare le specie più fragili senza penalizzare un'attività economica storica come la pesca, garantendo un futuro sostenibile per il patrimonio ittico del Lago di Garda.
Le persone hanno chiesto anche:
Quali regioni sono coinvolte nella consulta per la pesca del Lago di Garda?
Sono coinvolte Regione Lombardia, Regione Veneto e la Provincia autonoma di Trento.
Qual è l'obiettivo principale della Consulta per la pesca del Garda?
L'obiettivo principale è garantire una gestione unitaria e sostenibile del patrimonio ittico del Lago di Garda.
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