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L'ex presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, è indagato nell'ambito dell'inchiesta sulla frana di Niscemi. Afferma di non essere mai stato informato sui rischi o sui progetti di consolidamento durante il suo mandato.

Indagine sulla frana di Niscemi

L'ex presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, è al centro di un'indagine della Procura di Gela. L'inchiesta riguarda la frana avvenuta a Niscemi. L'ex governatore ha appreso della sua posizione giudiziaria attraverso i mezzi di informazione. Ha dichiarato di non essere mai stato messo al corrente della situazione specifica.

Durante il suo quinquennio alla guida della Regione, dal 2012 al 2017, Crocetta sostiene che né lui né il suo staff abbiano ricevuto comunicazioni ufficiali. Non sono pervenute lettere o segnalazioni riguardanti i pericoli legati al dissesto idrogeologico. Né tantomeno informazioni su eventuali progetti di messa in sicurezza.

La delega alla Protezione Civile

L'ex presidente ha sottolineato un aspetto cruciale della sua amministrazione. La competenza sulla Protezione Civile era affidata a un assessore della sua stessa giunta. Questo dettaglio rafforza la sua posizione difensiva. Egli si chiede come possa essere considerato responsabile per omissione. La sua argomentazione si basa sulla mancanza di conoscenza diretta degli eventi.

Crocetta ha espresso sorpresa e perplessità riguardo alla sua iscrizione nel registro degli indagati. La sua difesa si fonda sull'assenza di informazioni concrete che avrebbero dovuto portarlo ad agire. La sua dichiarazione, riportata dalla stampa, evidenzia un presunto vuoto informativo. Questo vuoto avrebbe impedito qualsiasi intervento o decisione in merito alla zona interessata dalla frana.

La reazione dell'ex governatore

«Se non si è a conoscenza di un fatto come è possibile essere ritenuto omissivo?» Questa è la domanda retorica posta da Rosario Crocetta. La sua affermazione mira a chiarire la sua estraneità alle responsabilità che gli vengono imputate. L'ex presidente si dichiara vittima di una situazione in cui non ha avuto gli strumenti informativi necessari. Strumenti che avrebbero potuto permettergli di intervenire tempestivamente.

La sua dichiarazione, rilasciata alla stampa, sottolinea la sua totale mancanza di coinvolgimento diretto. Non era informato né dei rischi imminenti né delle proposte di soluzione. La delega alla Protezione Civile, pur essendo interna alla sua giunta, non gli avrebbe trasmesso i dettagli necessari. La sua difesa punta a dimostrare l'impossibilità di un'omissione colpevole in assenza di consapevolezza.

Contesto dell'inchiesta

L'inchiesta della Procura di Gela mira a ricostruire le responsabilità legate alla frana di Niscemi. Si cerca di accertare se vi siano state negligenze o ritardi nell'attuazione di misure preventive. La posizione di Rosario Crocetta come ex presidente della Regione è quindi centrale. La sua testimonianza e le sue dichiarazioni saranno fondamentali per comprendere la catena di responsabilità.

La vicenda solleva interrogativi sulla gestione delle emergenze e sulla comunicazione tra i diversi livelli amministrativi. L'assenza di informazioni, se confermata, potrebbe avere implicazioni significative sull'esito dell'indagine. La Procura dovrà valutare se vi fossero canali informativi alternativi o obblighi di vigilanza indipendenti dalla comunicazione diretta all'ex governatore.

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