La rappresentazione della Tosca al Teatro Carlo Felice di Genova ha riscosso un grande successo di pubblico grazie a scenografie mozzafiato. Tuttavia, la performance musicale non ha pienamente soddisfatto le aspettative, evidenziando criticità nella direzione e nell'interpretazione vocale.
Un allestimento visivamente potente
L'opera di Puccini, una delle più amate, è stata presentata al Teatro Carlo Felice di Genova. La sala era gremita di spettatori. La Tosca è considerata un'opera complessa. Richiede interpreti di alto livello per i ruoli principali. È fondamentale una direzione d'orchestra esperta. Il direttore deve bilanciare il suono tra buca e palcoscenico. Deve gestire l'orchestra di Puccini. Deve anche curare le sfumature sonore. Queste sono importanti quando il compositore gioca con lo spazio. Un esempio è la scena del Miserere. Altro momento delicato è il secondo atto. Qui il dialogo avviene nello studio di Scarpia. Contemporaneamente, sotto, si tiene un concerto di Tosca.
Il punto di forza della messa in scena genovese è stato l'allestimento. Questo era stato originariamente creato dall'Opera di Roma nel 2015. Si basava sulle scenografie originali di Adolf Hohenstein. Queste furono disegnate per la prima assoluta del 14 gennaio 1900. La ricostruzione ha un sapore antico. Offre un fascino notevole. Ha permesso di rivivere la tragedia ispirata a Sardou. Lo ha fatto con lo sguardo di Puccini e dei suoi librettisti. Illica e Giacosa hanno collaborato al libretto. La sala di Palazzo Farnese nel secondo atto era splendida. La scena finale, con le mura di Castel Sant'Angelo, era suggestiva. Offriva una 'cartolina' della vecchia Roma.
Criticità nella resa musicale
In questo contesto visivamente ricco, la regia di Alessandro Talevi. Ripresa da Anna Maria Bruzzone, è apparsa ordinata. Ha sfruttato bene gli ampi spazi del teatro. Ha mostrato un generale rispetto per il libretto. La parte musicale, però, non è risultata altrettanto convincente. La direzione di Giuseppe Finzi è sembrata frammentata. La sua esecuzione è stata discontinua. Non è riuscito a trovare l'equilibrio sonoro ideale. Questo equilibrio avrebbe esaltato la partitura. La partitura è geniale proprio per il suo legame con la drammaturgia teatrale.
Nel ruolo di Tosca era prevista Anastasia Bartoli. A cantare è stata invece Carmen Giannattasio. La Giannattasio avrebbe dovuto interpretare il ruolo la settimana seguente. La sua voce è bella e la sua presenza scenica sicura. Ha rappresentato la sorpresa più gradita della serata. Ha ricevuto applausi scroscianti per l'aria 'Vissi d'arte'. Anche Giorgio Berrugi, nel ruolo di Cavaradossi, ha ricevuto calorosi applausi. La sua interpretazione di 'E lucevan le stelle' è stata apprezzata. Tuttavia, il suo Cavaradossi, pur generoso, non ha convinto pienamente sul piano espressivo. Luca Meachen ha interpretato Scarpia. Questo è il personaggio più malvagio di Puccini. Vocalmente ordinato, Meachen non ha reso sufficientemente la crudeltà e la perfidia del personaggio.
Supporto dalle parti secondarie e dai cori
Le parti secondarie sono state nel complesso ben eseguite. Tra gli interpreti si segnalano Luca Tittoto, Fabio Maria Capitanucci, Franco Cerri, Loris Purpura e Angelica Battarino. Anche i due cori hanno offerto una buona prestazione. Il coro adulto era preparato da Claudio Marino Moretti. Il coro di voci bianche era diretto da Gino Tanasini. La loro partecipazione ha contribuito all'atmosfera generale dello spettacolo.