La Procura di Torino ha richiesto cinque condanne per un gruppo di attivisti No Vax, accusati di aver imbrattato muri in città e provincia. Il Comune si è costituito parte civile, chiedendo un risarcimento danni.
Richieste condanne per imbrattamenti No Vax
La Procura di Torino ha avanzato cinque richieste di condanna. Queste riguardano un processo che si sta svolgendo con rito abbreviato. Gli imputati sono identificati come i cosiddetti "guerrieri" No Vax.
A loro viene attribuita una serie di scritte sui muri. Queste apparvero tra il 2021 e il 2024. I luoghi colpiti includono scuole, università e sedi sindacali. Anche quotidiani, banche e ospedali sono stati oggetto degli imbrattamenti.
L'accusa principale è quella di associazione per delinquere. Questa finalizzata all'imbrattamento di beni pubblici e privati. Per gli indagati che hanno scelto il rito abbreviato, le pene richieste variano. Si va da due anni di reclusione a un anno e due mesi.
Il Comune di Torino ha deciso di costituirsi parte civile. L'ente cittadino ha quantificato i danni subiti. La cifra stimata ammonta a circa 25 mila euro. Questo sottolinea la gravità degli atti contestati.
L'organizzazione Vi-Vi e le indagini
Le indagini hanno portato alla luce una presunta organizzazione. Gli inquirenti la identificano con la sigla Vi-Vi. Viene descritta come un'organizzazione stabile. Questa era ramificata in diverse località italiane.
L'obiettivo del gruppo era contrastare l'obbligo vaccinale. Questo era stato imposto durante la pandemia da Covid-19. Le attività venivano coordinate tramite piattaforme online. In particolare, emerge l'esistenza di una "base operativa segreta" su Telegram.
Attraverso numerose chat e canali social, l'organizzazione gestiva le sue azioni. Gli aderenti erano suddivisi in ruoli specifici. C'erano "leader", "admin" per il reclutamento. Poi "tutor" per formare i nuovi arrivati. Infine, i "guerrieri" che eseguivano le azioni.
Un gruppo molto numeroso di attivisti si occupava della propaganda online. L'inchiesta della Procura di Torino coinvolge una dozzina di indagati. Molti di questi hanno optato per il rito ordinario. L'indagine si concentra sull'articolazione locale dei Vi-Vi.
Identificati presunti capi e reclutatori
Nell'ambito dell'inchiesta, sono state individuate figure chiave. Un uomo di 56 anni di Ivrea è stato identificato come "capo" locale. Una donna di 62 anni, residente a Castiglione Torinese, è indicata come reclutatrice.
Questi dettagli emergono dalle carte del procedimento. Le indagini hanno cercato di ricostruire la struttura e le attività del gruppo sul territorio.
Le dichiarazioni della difesa
Uno dei legali difensori, l'avvocato Alessandro Dimauro, ha espresso un parere. Egli ritiene l'accusa di associazione per delinquere "troppo aggressiva". Questo soprattutto in relazione al contesto storico.
L'avvocato sostiene che la vicenda debba essere inquadrata. Va vista nel perimetro degli eventi globali di quegli anni. La pandemia e le reazioni ad essa hanno creato un clima particolare. Questo contesto potrebbe influenzare la valutazione dei fatti.
Domande frequenti
Chi sono i "guerrieri" No Vax di Torino?
I "guerrieri" No Vax di Torino sono un gruppo di attivisti. Sono accusati dalla Procura di Torino di aver imbrattato muri in città e provincia tra il 2021 e il 2024. L'accusa è di associazione per delinquere finalizzata all'imbrattamento, con l'obiettivo di contrastare l'obbligo vaccinale imposto durante la pandemia da Covid-19.
Qual è la richiesta della Procura di Torino?
La Procura di Torino ha richiesto cinque condanne per gli attivisti coinvolti. Le pene richieste variano da un anno e due mesi a due anni di reclusione, a seconda del ruolo e delle azioni contestate. Il processo si sta svolgendo con rito abbreviato per alcuni imputati.
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