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Il Ministero dell'Ambiente ha ordinato la riapertura delle consultazioni per il progetto di un data center a Lacchiarella. Una mancata pubblicazione ha causato un ritardo di 60 giorni.

Ritardi nella procedura per il data center

Il Comune di Lacchiarella è stato bacchettato dal Ministero dell'Ambiente. La ragione è la mancata pubblicazione di un avviso pubblico. Questo avviso riguardava la possibilità per i cittadini di esprimere osservazioni sul progetto del data center. La dimenticanza ha di fatto riaperto i termini per le consultazioni. La durata di questa riapertura è di ulteriori 60 giorni. Non si tratta di uno stop definitivo all'insediamento. Tuttavia, rappresenta un ostacolo che ritarda la realizzazione dell'opera.

L'iter procedurale prevedeva la pubblicazione dell'avviso sull'albo pretorio comunale. La segnalazione al Ministero è partita da un gruppo di cittadini. Questi residenti sono contrari al progetto. Hanno inviato un esposto alla direzione generale del dicastero. Lamentavano appunto questa lacuna nel procedimento avviato. Il Ministero ha accolto l'osservazione.

Il Ministero accerta la mancata pubblicazione

Il Ministero dell'Ambiente ha appurato la mancata pubblicazione. «È stata appurata la mancata pubblicazione dell’avviso pubblico per il corretto iter procedurale», ha dichiarato il dicastero. Questa omissione avrebbe, in sostanza, «impossibilitato i cittadini a partecipare tempestivamente al procedimento mediante la presentazione di osservazioni». Di conseguenza, il Ministero ha comunicato al Comune la decisione. È stata disposta «la riapertura delle consultazioni al fine del corretto iter procedurale».

La riapertura è prevista per un periodo di 60 giorni. Il conteggio parte dalla data di pubblicazione del nuovo avviso. Questo nuovo avviso sarà pubblicato sul portale del Ministero. L'impianto previsto a Lacchiarella supera i 150 MWt. Questo dato rende obbligatoria una procedura specifica. La zona interessata è quella del Girasole.

La difesa del Comune e le motivazioni dei cittadini

La sindaca di Lacchiarella, Antonella Violi, ha spiegato la situazione. «Si è trattato di un disguido», ha affermato. Ha negato che ci fosse l'intenzione di non informare la cittadinanza. «Nulla a che fare però, come sostiene qualcuno, con l’intenzione di non dare le dovute informazioni e coinvolgere la cittadinanza», ha aggiunto la sindaca.

La sindaca ha ricordato che dal 2024 si tengono assemblee pubbliche. Queste assemblee riguardano il progetto del data center. In pratica, la pubblicazione è avvenuta solo sul portale ministeriale. Non è stata effettuata sull'albo pretorio comunale. «Ripeto, un disguido a cui abbiamo già posto rimedio», ha concluso Violi.

Enrico Duranti, uno dei cittadini firmatari dell'esposto, ha commentato la vicenda. «Nessuna guerra contro il Comune, è semplicemente una questione di trasparenza», ha avvertito. Ha poi aggiunto: «Ora chi vuole potrà fare le proprie osservazioni al progetto, come previsto dalla normativa». La sua dichiarazione sottolinea l'importanza della trasparenza e della partecipazione civica nei processi autorizzativi.

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