Il giudice Daniele Colucci ha assunto la guida del Tribunale di Larino, ponendo l'accento sull'importanza umana dietro ogni fascicolo. La cerimonia di insediamento ha visto la partecipazione di numerose autorità locali e rappresentanti della magistratura.
Nuovo vertice per la giustizia frentana
Il giudice Daniele Colucci ha ufficialmente assunto l'incarico di presidente del Tribunale di Larino. La cerimonia si è tenuta oggi presso il Palazzo di Giustizia. Il magistrato succede a Michele Russo, che ha guidato l'istituzione per nove anni.
Nel suo discorso di insediamento, Colucci ha espresso la sua visione del ruolo del Tribunale. Ha sottolineato la necessità di considerare ogni fascicolo giudiziario non solo come un adempimento burocratico. Deve invece rappresentare la sofferenza e le preoccupazioni delle persone coinvolte.
«Lavorerò affinché il Tribunale di Larino consideri il fascicolo non come un'incombenza da evadere, di cui liberarsi ma come l'espressione talvolta della sofferenza, delle preoccupazioni delle persone, delle famiglie, delle comunità perché si investono affetti, relazioni, interessi economici», ha dichiarato il nuovo presidente.
La sua aspirazione è che il Tribunale possa attribuire un valore umano ai documenti. «La mia aspirazione è che il Tribunale di Larino possa considerare il pezzo di carta come qualcosa che abbia un'anima perché dietro il fascicolo ci sono le persone. Il mio impegno sarà mantenere questa consapevolezza», ha aggiunto Colucci.
Cerimonia e autorità presenti
L'evento si è svolto alla presenza di numerose personalità. Erano presenti il procuratore capo Elvira Antonelli e il prefetto di Campobasso Michela Lattarulo. Hanno partecipato anche il sindaco di Larino Giuseppe Puchetti e il vescovo Claudio Palumbo.
La platea era composta da avvocati del foro locale e da diverse autorità civili e militari. La presenza di queste figure sottolinea l'importanza dell'evento per la comunità e per il sistema giudiziario del territorio.
La funzione strategica del Tribunale di Larino
Il giudice Colucci ha poi delineato la funzione del Tribunale di Larino. Lo ha definito un presidio di «giustizia di prossimità». Si occupa delle questioni quotidiane che, pur non essendo di rilevanza nazionale, incidono profondamente sulla vita dei cittadini.
«Il Tribunale di Larino ha essenzialmente una funzione di giustizia di prossimità, una giustizia delle piccole questioni della vita quotidiana che, a volte, non sono importanti», ha spiegato Colucci.
Ha specificato che non si tratta di contrastare la criminalità organizzata di stampo mafioso o internazionale. L'attività si concentra sulle problematiche specifiche del territorio.
«Non si fa antimafia, non si fanno contenziosi sulla criminalità organizzata di tipo nazionale, internazionale e transnazionale ma si trattano di questioni che interessano un territorio», ha affermato.
Il presidente ha evidenziato le peculiarità del territorio frentano. Nonostante una tendenza alla recessione e alla desertificazione, rimane un'area dinamica e interessante. La vicinanza con il Foggiano e il San Severese permette di gestire anche processi complessi legati alla criminalità comune.
«Questo territorio è particolare della nostra regione per quanto oggi ci avviamo verso una recessione e c'è un problema di una desertificazione crescente. Questo rimane, comunque, il territorio più dinamico della regione sul piano economico e anche più interessante sul piano penalistico per una continuità con il foggiano, il sanveverse che consente di trattare anche importanti processi di criminalità comune», ha aggiunto.
Colucci ha concluso ribadendo la strategicità del Tribunale. «È un Tribunale che ha una funzione strategica essenziale. Sarebbe un errore sfornire quest'area territoriale di un presidio giudiziario», ha concluso.