Un minorenne è stato posto in custodia cautelare in carcere a Genova. È indagato per l'omicidio di Giacomo Bongiorni, avvenuto a Massa. La procura ha convalidato il fermo del giovane.
Convalidato fermo minorenne indagato
La Procura dei minori di Genova ha confermato il fermo del giovane. Questo ragazzo è sospettato di aver causato la morte di Giacomo Bongiorni. Bongiorni aveva 47 anni ed era un carpentiere di Massa. La misura cautelare disposta è la custodia in carcere.
La notizia è stata comunicata dalla Procuratrice Tiziana Paolillo. Lei sta seguendo il caso che coinvolge tre minorenni. Il diciassettenne, noto per le sue doti nella boxe, è stato trasferito in un centro di prima accoglienza. L'udienza di convalida si è tenuta proprio a Genova.
Dinamica dell'aggressione fatale
La sera di sabato 11 aprile 2026, la situazione è degenerata in piazza Felice Palma. Il centro storico di Massa era teatro di un evento tragico. Giacomo Bongiorni si trovava lì con la sua compagna, Sara, e il figlio di undici anni. Stavano trascorrendo una serata tranquilla.
Un gruppo di circa dieci ragazzi ha iniziato a lanciare bottiglie e bicchieri. I loro bersagli erano le vetrine di un negozio. Alcuni di questi giovani erano minorenni e apparivano ubriachi. Bongiorni, insieme al cognato, ha chiesto loro di interrompere quel comportamento.
Questa semplice richiesta ha scatenato una reazione violenta. Il 47enne è stato circondato. Ha subito pugni e calci. L'aggressione è continuata anche quando era a terra, impossibilitato a difendersi. La violenza è stata tale che ha battuto violentemente la testa, morendo sul colpo. Tutto questo è accaduto sotto gli occhi del figlio.
Esiti autopsia e indagini in corso
L'esame autoptico, svolto a Genova, ha fornito risposte cruciali. La morte di Giacomo Bongiorni è stata causata dalle percosse subite. I traumi cranici e le emorragie sono stati provocati da colpi diretti alla testa. Non solo la caduta ha contribuito al decesso. I risultati completi dell'autopsia richiederanno circa trenta giorni.
Al momento, cinque persone risultano indagate. Le accuse sono di concorso in omicidio volontario, aggravato da futili motivi. C'è anche l'accusa di rissa aggravata. Tra gli indagati ci sono due maggiorenni di origine rumena. Si tratta di Ionut Alexandru Miron, 23 anni, e Eduard Alin Carutasu, 19 anni. Entrambi sono detenuti nel carcere di Massa.
I tre minorenni coinvolti hanno posizioni diverse. Uno, il diciassettenne, è in custodia cautelare a Genova. Gli altri due minorenni restano indagati ma a piede libero. Le indagini dei carabinieri proseguono. Sono coordinate dalle Procure di Massa e dei Minori di Genova.
Prove e testimonianze raccolte
Le indagini si basano su diverse fonti. Le testimonianze oculari sono fondamentali. Anche i video delle telecamere di sorveglianza giocano un ruolo importante. L'analisi dei telefoni cellulari sta fornendo ulteriori elementi utili. I filmati acquisiti mostrano chiaramente la sequenza dell'aggressione. Permettono di identificare i ruoli di ciascun partecipante.
Le difese dei maggiorenni hanno presentato una versione alternativa. Sostengono che la vittima avrebbe colpito per prima con una testata. Questa affermazione è al vaglio degli inquirenti. La comunità di Massa ha espresso il suo dolore. Una grande fiaccolata in memoria di Giacomo Bongiorni ha visto la partecipazione di migliaia di persone.
La compagna Sara ha condiviso il suo dolore. Ha ricordato il desiderio di sposarsi presto con Giacomo. Ha sottolineato il trauma profondo inflitto al figlio, testimone della terribile scena. La città attende giustizia per la morte di un suo concittadino.
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