A Matera si svolge un convegno dedicato all'eredità di Adriano Olivetti nel campo dell'ergonomia, con focus sul suo approccio innovativo all'organizzazione del lavoro e del territorio. L'evento riunisce esperti, università e associazioni per esplorare queste tematiche.
Olivetti e l'ergonomia del territorio
Il Gruppo nazionale dell’Associazione Sie ha organizzato un importante convegno a Matera. L'incontro si è concentrato sullo sviluppo del pensiero e delle opere di Adriano Olivetti. Il focus era specificamente sul suo contributo nel campo dell’Ergonomia. La scelta della data, 11 Aprile, non è casuale. Commemora infatti la nascita di Adriano Olivetti, avvenuta nel 1901.
Matera è stata selezionata come sede per un motivo preciso. La città rappresenta l'ultima opera di tipo ergonomico ideata da Adriano Olivetti. Il suo lavoro spaziava dall'organizzazione delle fabbriche alla progettazione di spazi commerciali. Si estendeva fino alla pianificazione di insediamenti urbani.
Collaborazioni accademiche e formative
L'iniziativa vede la partecipazione attiva di diverse realtà. Le Sezioni regionali della SIE del Lazio e della Basilicata collaborano. Si uniscono a loro le Delegazioni dell’Associazione formatori italiani (AIF) delle medesime regioni. Questa sinergia nasce da un accordo tra le due associazioni, siglato il 10 settembre 2025.
Hanno aderito anche l'Università degli Studi della Basilicata. Partecipa inoltre ALACLAM dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale. Quest'ultima istituzione ospita annualmente la Fiera internazionale dell’Ergonomia dei Cammini. La prossima edizione è fissata per il 22 Ottobre a Cassino e il 23 Ottobre a Gaeta.
L'eredità di Olivetti: dall'industria al territorio
Adriano Olivetti, ingegnere chimico, si distinse anche come urbanista. Fu un costante innovatore, sempre attento ai bisogni delle persone. Il suo approccio si estendeva dalla progettazione di prodotti ergonomici alla creazione di spazi espositivi curati da architetti rinomati. Pianificò la costruzione di fabbriche in aree sottosviluppate. L'obiettivo era stimolare cultura e occupazione.
Un esempio concreto di questa visione è il progetto dell'insediamento urbano de La Martella a Matera. Le comunità rappresentavano per lui un modello fondamentale. Permettevano alle persone di esprimere direttamente le necessità dei loro territori. Questo approccio sottolinea l'importanza della partecipazione attiva dei cittadini.
Prospettive degli ergonomi e formatori
Renato Di Gregorio, Ergonomo certificato in Ergonomia del Territorio e Vicepresidente SIE, ha condiviso la sua prospettiva. Ha affermato: “Gli Ergonomi sono interessati a questo percorso. È lo stesso percorso di alcuni anziani ergonomi italiani come me. Siamo partiti dalla progettazione del lavoro nelle fabbriche negli anni ’70. Da un decennio ci occupiamo anche dell’Ergonomia del Territorio. Immaginiamo che il Territorio possa considerarsi una vera e propria Organizzazione, se si adotta il modello dell’Organizzazione Territoriale”.
Anche i formatori italiani vedono un valore in questo approccio olivettiano. Hanno compreso che la formazione non deve limitarsi ai contesti aziendali o alla Pubblica Amministrazione. È necessario formare professionisti capaci di trasformare i territori in vere e proprie organizzazioni. L'obiettivo è promuovere il benessere dei cittadini, anche nelle aree interne del Paese.
Nuove professioni e specializzazioni
Le università partecipanti stanno strutturando programmi formativi. Questi corsi sono pensati per le nuove professioni definite dalla Norma UNI 11.934 del 2024 sugli Ergonomi. La norma prevede ben nove specializzazioni. Tutte mirano a preparare professionisti dedicati al benessere delle persone. L'ambito di intervento include il lavoro, le scuole, le abitazioni e il territorio.
Queste nuove figure professionali saranno essenziali per affrontare le sfide contemporanee. L'ergonomia applicata al territorio promette di migliorare la qualità della vita. Si pone l'accento sulla creazione di ambienti più funzionali e sostenibili per tutti i cittadini.