La testa di Pamela Genini, giovane vittima di femminicidio, risulta scomparsa dalla sua tomba a Strozza. Le indagini dei carabinieri si concentrano sul recupero di dati da telecamere e sull'analisi di foto della lapide. Nessun residente ha udito rumori sospetti.
Profanazione tomba a Strozza
Un inquietante mistero avvolge il cimitero di Strozza. La testa di Pamela Genini, 29 anni, uccisa a Milano lo scorso ottobre, è scomparsa dalla sua tomba. Il furto sacrilego è stato scoperto casualmente il 23 marzo. La tomba era stata riaperta per uno spostamento programmato del feretro.
I carabinieri del reparto investigativo di Bergamo stanno conducendo le indagini. L'obiettivo è identificare il responsabile di questo gesto macabro. La profanazione è avvenuta nel camposanto della cittadina bergamasca. Ancora non si conosce la data esatta dell'atto.
Nessun testimone udito
I residenti delle aree adiacenti al cimitero non hanno segnalato rumori o attività sospette. Questo dettaglio rende ancora più enigmatico il momento in cui è avvenuta la profanazione. L'assenza di testimonianze complica il lavoro degli inquirenti. La tomba, un colombario a muro verticale, è stata aperta con precisione.
Il taglio della parte laminata interna della bara è risultato netto. Questo suggerisce l'intervento di più persone. È probabile che gli autori non si aspettassero di essere scoperti. Tutto è stato rimesso a posto con cura. Senza la riapertura programmata, il furto sarebbe rimasto ignoto.
Analisi forense delle foto
L'ex fidanzato di Pamela, Francesco Dolci, è stato nuovamente interrogato dagli investigatori. Ha dichiarato di aver fornito una copia forense delle foto scattate alla lapide. Queste immagini erano state inviate anche ad amiche della vittima. Lo scopo era mostrare la cura della lapide, a suo dire trascurata. C'erano anche piccoli oggetti lasciati da ignoti.
Dolci ha aggiunto di aver già consegnato le foto a un altro inquirente che seguì il caso di femminicidio. Ha menzionato la presenza di un carabiniere psicologo nel pool che lo ha sentito. Quest'ultimo gli avrebbe posto domande sulle persone vicine a Pamela e sulla sua capacità di dormire la notte.
Minacce e giustizia
Francesco Dolci ha ribadito la sua volontà di assicurare alla giustizia il colpevole. Ha affermato: «Il giorno che è morta Pamela ho fatto una scelta di campo ovvero quella di assicurare alla giustizia chi le ha fatto del male perché non ci siano altri casi come quello». Ha inoltre riferito di aver sporto diverse denunce in Questura. Le denunce riguardano minacce ricevute nelle ultime settimane.
Recupero dati dalle telecamere
Le telecamere di sorveglianza installate nei pressi del cimitero avrebbero registrato immagini utili. Tuttavia, sembra che questi dati siano stati cancellati. I carabinieri stanno compiendo ogni sforzo per recuperare le informazioni. Il recupero di questi filmati potrebbe fornire elementi cruciali per l'indagine. L'ipotesi di un'azione coordinata da parte di più individui rimane forte.