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Emilio Isgrò espone al Museo di Capodimonte con 'Canto Napoli', un progetto che rivisita 25 classici della musica partenopea attraverso la sua tecnica distintiva. La mostra è curata da Eike Schmidt.

Isgrò presenta 'Canto Napoli' a Capodimonte

L'artista Emilio Isgrò ha inaugurato una nuova esposizione intitolata 'Canto Napoli'. L'evento si tiene presso il prestigioso Museo e Real Bosco di Capodimonte. Il progetto è curato da Eike Schmidt, direttore del museo.

Isgrò, figura poliedrica nel panorama artistico, è noto per la sua pratica della Cancellatura. Questa tecnica è sviluppata fin dagli anni Sessanta. L'artista la utilizza come gesto poetico e critico. Essa riflette sul linguaggio, sulla memoria e sui processi della conoscenza umana.

La tecnica della Cancellatura applicata alla musica

La Cancellatura è diventata il metodo distintivo di Isgrò. L'ha applicata a testi di varia natura. Tra questi figurano 'I Promessi Sposi', la Bibbia, l'Odissea e la Costituzione italiana. Recentemente ha iniziato a lavorare sull'Enciclica 'Laudato si''.

Per la prima volta, questa tecnica viene applicata alla musica napoletana. Il corpus delle partiture selezionate subisce una rigorosa operazione di Cancellatura. Sulla superficie emergono insetti, attratti dalle melodie e dai versi. Non tutte le parole vengono eliminate.

Il risultato finale crea un effetto ermetico. Questo aspetto è pensato per affascinare lo spettatore. L'opera invita a una nuova interpretazione dei brani classici.

Venticinque classici napoletani rivisitati

La mostra presenta venticinque canzoni celebri. Tra queste spiccano 'O sole mio, in due versioni. Sono incluse anche Voce 'e notte (1904) e Reginella (1917).

Il percorso prosegue con Maruzzella (1954). Non manca Resta cu'mme (1957). Un posto d'onore è riservato a Napule è (1977) di Pino Daniele.

Altri brani immortali arricchiscono la selezione. Troviamo Te voglio bene assaje (1839). Funiculì funiculà (1880) è presente. Torna a Surriento (1894) e I' te vurria vasà (1900) sono anch'essi esposti.

Completa il quadro musicale Comme facette mammeta (1906). Si aggiungono Anema e core (1950) e Malafemmena (1951). Non mancano Nun è peccato (anni '60) e A Canzuncella (1977).

Elementi scultorei e interpretazione

Accanto alle partiture riarrangiate, sono esposti tre lavori scultorei. Si tratta di due mandolini e una chitarra classica. Questi strumenti a grandezza naturale sono anch'essi attraversati dagli insetti.

Eike Schmidt spiega il significato di questi elementi. Le api e le formiche di Isgrò sono emanazioni della mente dell'artista. Sono metasegni, privi di precise denotazioni semantiche. Introducono un elemento dinamico sulla carta.

La loro coreografia collettiva evidenzia la dimensione sociale della canzone. In alcuni casi, sembrano interpretarne il carattere. Un esempio è il brulicare di insetti sullo spartito di Tammurriata nera.

Informazioni sulla mostra

La mostra 'Canto Napoli' sarà visitabile fino al 29 settembre. È allestita al secondo piano della reggia. La collocazione è vicina alla sala dedicata al presepe napoletano.

L'esposizione offre una prospettiva unica sulla musica napoletana. La tecnica di Isgrò invita a una riflessione profonda. Essa riguarda il linguaggio, la memoria e la cultura.

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