Un'indagine dei Carabinieri di Napoli ha smantellato una rete di spaccio del clan Contini. 66 fogli manoscritti hanno rivelato dettagli cruciali sulle attività criminali, portando a 13 arresti e al sequestro di una piazza di spaccio 'dinamica'.
Indagine su 66 fogli manoscritti
I Carabinieri di Napoli-Poggioreale hanno concluso un'importante indagine. L'inchiesta ha svelato le operazioni del clan Contini. Tutto è partito da un sequestro avvenuto il 26 maggio 2022. Furono ritrovati 66 fogli scritti a mano. Questi documenti contenevano informazioni inequivocabili sulle attività illecite del clan. La Direzione Distrettuale Antimafia ha coordinato le operazioni.
I fogli sequestrati riportavano dettagli precisi. Si trovavano indicazioni, nomi e cifre. Erano presenti anche riferimenti alla contabilità di una persona chiave. Questa persona era coinvolta nel traffico di sostanze stupefacenti. L'analisi approfondita di questi manoscritti è stata fondamentale. Ha permesso agli investigatori di ricostruire la struttura e le operazioni del gruppo criminale.
Gestione dello spaccio 'delivery'
Le indagini hanno identificato un individuo specifico. Si tratta di Emanuele Catena, 36 anni, conosciuto come 'o biondo'. È stato arrestato e posto in custodia cautelare. Catena gestiva una piazza di spaccio definita 'dinamica'. Il suo metodo prevedeva la consegna di dosi di cocaina a domicilio. Questo sistema di 'delivery' garantiva rapidità nelle consegne.
Gli ordini arrivavano a Catena tramite un telefono dedicato. Questo dispositivo è poi passato ad altri gestori. I pusher, utilizzando motociclette, consegnavano la droga in varie zone della città. La rapidità era un elemento chiave del loro successo operativo. La tecnologia e la mobilità erano al servizio del crimine.
Il cuore del business criminale
Il fulcro delle attività illecite si concentrava in specifiche aree. I quartieri di San Carlo all'Arena, Vasto e Arenaccia erano centrali. Il raggio d'azione si estendeva fino al rione Amicizia. Quest'ultimo è storicamente legato ai Contini. Anche la zona di Poggioreale era coinvolta nel traffico.
Queste aree rappresentavano la rete logistica e operativa del clan. La gestione capillare del territorio garantiva il controllo dello spaccio. La presenza in queste zone strategiche permetteva di raggiungere un vasto numero di clienti. La mappa degli affari criminali emergeva chiaramente dai documenti.
Evoluzione della gestione dello spaccio
L'inchiesta ha portato all'arresto di altre figure importanti. Tra questi, Alessandro Scudiero, 31 anni, e suo padre Giovanni, 50 anni. A partire dal 13 febbraio 2023, i due avrebbero dovuto prendere in carico la gestione della piazza di spaccio da Catena. Questa successione indica una struttura organizzata per garantire la continuità delle attività.
Giovanni Scudiero ha un legame familiare significativo con il clan. È figlio di Anna Bosti. Anna è la sorella del boss detenuto Patrizio Bosti. Patrizio Bosti è ancora considerato il capo indiscusso del clan Contini. Questo legame rafforza l'idea di una gestione familiare e consolidata del potere criminale. L'operazione ha inferto un duro colpo alla struttura del clan.