A Napoli, un progetto rivoluzionario trasforma le fotografie scattate da persone non vedenti in sculture di luce tridimensionali. L'iniziativa unisce tecnologia e arte per un'esperienza multisensoriale.
Un ponte tra luce e materia
Nasce a Napoli un'iniziativa che crea un vero e proprio ponte tecnologico. Qui la luce assume una forma tangibile e le immagini diventano esplorabili con il tatto. Il progetto si chiama "High Touch Light".
Questa idea è nata per superare i limiti della tradizionale fruizione visiva. La Fondazione Banco di Napoli ha finanziato il progetto. Remade Community Lab lo ha realizzato.
L'obiettivo è abbattere le barriere sensoriali. Unisce fotografia, intelligenza artificiale e stampa 3D. Le foto scattate da persone non vedenti diventano oggetti tridimensionali.
Laboratori per un'esplorazione sensoriale
L'iniziativa è nata da laboratori fotografici e percettivi. La fotografa Marzia Bertelli ha guidato queste attività. Hanno partecipato persone non vedenti e ipovedenti.
I partecipanti hanno esplorato il legame tra corpo e spazio. Hanno imparato a percepire l'ambiente circostante. La fotografia è diventata uno strumento di indagine.
Successivamente, il designer Alfredo Spinapolice ha collaborato. Le immagini sono state elaborate digitalmente. Sono diventate modelli tridimensionali.
Dalla foto alla scultura di luce
I modelli digitali sono stati trasformati in oggetti fisici. La stampa 3D FDM ha permesso la realizzazione. Nasce così una "foto-forma" unica.
Questa creazione offre un'esperienza duplice. Permette a chi non vede di percepire le forme. La retroilluminazione esalta i dettagli visivi.
L'immagine fotografica diventa così materia da esplorare. Unisce il tatto alla vista in un'unica esperienza.
Mostra multisensoriale a Palazzo Ricca
Il prossimo 13 aprile, alle ore 15, la Fondazione Banco di Napoli apre le porte. La sede è Palazzo Ricca. Verrà presentata la mostra "High Touch Light".
Non si tratta di una semplice esposizione. È un modello di progetto multisensoriale. Può essere applicato in altri contesti culturali.
L'allestimento invita il pubblico a interagire. Si promuove una relazione fisica con l'opera. Il divieto di "non toccare" viene superato.
La luce si trasforma in forma. La materia diventa memoria tangibile. Un'esperienza che coinvolge tutti i sensi.