A Orvieto si è tenuto l'evento conclusivo di Memor Culturae, un ciclo di studi focalizzato sull'integrazione tra ricerca storica e restauro di edifici storici. L'incontro ha sottolineato l'importanza della collaborazione tra professionisti e l'uso di nuove tecnologie.
Importanza della ricerca storica per il restauro
La Nuova Biblioteca L. Fumi di Orvieto ha ospitato un importante evento. Si è concluso il ciclo di studi denominato Memor Culturae. Questo percorso formativo era dedicato alle migliori pratiche di intervento in contesti storici complessi. L'incontro finale ha esplorato il tema: «Dall’archivio al cantiere: la ricerca storica per il progetto di restauro». La discussione ha evidenziato il ruolo cruciale delle fonti bibliotecarie e archivistiche. Queste sono fondamentali non solo nella fase di progettazione, ma anche durante la realizzazione di opere edilizie. Anche gli interventi sul paesaggio sono stati considerati.
Durante il dibattito è emerso un punto chiave. L'integrazione delle nuove tecnologie e dell'intelligenza artificiale può semplificare le ricerche. Questo può accelerare i processi. Offre inoltre opportunità inedite a committenti e imprese. Tuttavia, il valore aggiunto di un progetto di qualità rimane legato alla sinergia tra diverse competenze. Il coordinamento scientifico ha ribadito un concetto fondamentale. Il dialogo tra professionisti e l'uso consapevole dei mezzi contemporanei rappresentano il vero vantaggio competitivo. Questo è valido per il recupero dell'edilizia storica.
Collaborazioni e partecipanti all'evento
L'iniziativa è stata promossa dal Master di II livello in Progettazione Architettonica per il recupero dell’edilizia storica e degli spazi pubblici. Questo master fa capo alla Sapienza Università di Roma. La direzione è del Professor Toppetti. Hanno collaborato attivamente la Fondazione Architetti Interamna e l’Ordine APPC della Provincia di Terni. Altre realtà hanno contribuito al successo dell'evento. Tra queste l’Ordine degli Ingegneri, l’Associazione Nazionale Archeologi, il Centro degli Studi storici di Narni. Hanno partecipato anche la Fabbrica dei Saperi. Le amministrazioni di Narni, Lugnano in Teverina e Orvieto hanno supportato l'iniziativa. La partecipazione attiva dei sindaci del territorio ha confermato l'attenzione delle istituzioni. Questo riguardo ai contenuti tecnici e culturali del progetto.
La moderazione dell'incontro è stata affidata a Cecilia Battistini. Lei è coordinatrice del Master PARES. Ha espresso gratitudine ai docenti e ai partner per la riuscita dell'evento. Un ringraziamento speciale è stato rivolto alla sindaca di Orvieto, Roberta Tardani. La sindaca ha sottolineato come la città rappresenti un'eccellenza territoriale. Questo grazie alla ricchezza del suo patrimonio architettonico e archivistico. Al tavolo dei relatori si sono alternati diversi esperti. Tra questi docenti della Sapienza come Francesca Lembo Fazio e Barbara Tetti. Presenti anche l’archeologa Flora Scaia, l’architetto Cecilia Flori e Roberto Sasso, responsabile della biblioteca Fumi. Il contributo storico è stato fornito da Danilo Pirro della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice. La visione istituzionale è stata presentata da Alessandro Mascherucci della Soprintendenza speciale di Roma. Egli è anche neo Direttore delle Ville Monumentali della Tuscia.
Il valore della collaborazione
L'importanza del lavoro di squadra è stata ribadita con forza. Le parole di Catia Cruciani, Vicepresidente dell’OAPPC di Terni, lo confermano. «Un momento di alta formazione», ha dichiarato. «Un vero e proprio progetto culturale diffuso nel e con il territorio». «Reso possibile dalla sinergia tra l’Università, le Istituzioni, il mondo dell’Associazionismo ed i cultori della materia». «Un grande lavoro di squadra», ha aggiunto. «Un’iniziativa partecipata, ricca di contenuti e spunti utili ai diversi soggetti che intervengono sul patrimonio esistente». «Centra l’obiettivo di una risposta ad una esigenza professionale», ha concluso. Si tratta dell'esigenza di un adeguato livello di qualità del progetto di valorizzazione dell’esistente.
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