La giustizia ha emesso la sua sentenza riguardo all'esame di italiano sostenuto da Luis Suarez all'Università per Stranieri di Perugia. Tre dirigenti sono stati condannati per il caso definito "farsa".
Dirigenti condannati per esame farsa a Perugia
Il tribunale di Perugia ha concluso il processo relativo all'esame di lingua italiana. Questo test era necessario per la certificazione della conoscenza della lingua, un requisito per ottenere la cittadinanza. L'esame fu sostenuto nel settembre del 2020 dall'allora calciatore del Barcellona, Luis Suarez. La sentenza ha visto la condanna di tutti e tre gli imputati coinvolti.
La pena inflitta è di un anno e sei mesi di reclusione per ciascuno. Gli imputati condannati sono l'ex rettrice Giuliana Grego Bolli, l'ex direttore generale Simone Olivieri e l'ex direttrice del centro linguistico Stefania Spina. Le accuse a loro carico riguardavano, a seconda delle posizioni, falsità e rivelazione di segreto d'ufficio. La pena è stata sospesa per tutti gli imputati.
Assolti da alcune accuse, condannati per altre
I giudici hanno però assolto i tre dirigenti dall'accusa di falso ideologico. Questa imputazione riguardava il verbale relativo alla decisione di anticipare la sessione d'esame per Suarez. L'assoluzione è avvenuta con la formula «perché il fatto non sussiste». È stata inoltre modificata l'accusa di rivelazione di segreto d'ufficio.
In particolare, i giudici hanno escluso che vi fossero vantaggi patrimoniali per gli imputati. I dirigenti avevano sempre sostenuto la correttezza del loro operato. La loro difesa ha sottolineato come l'accusa si sia ridimensionata già in questo primo grado di giudizio. Le condanne sono state inferiori rispetto a quanto richiesto dalla procura.
L'esame "ad personam" per Suarez
I tre sono stati processati con l'accusa di aver organizzato una sessione d'esame creata su misura per l'attaccante. Si ipotizzava inoltre che gli fossero stati rivelati in anticipo i contenuti della prova. L'attestato di conoscenza dell'italiano, di livello B1, era fondamentale per Suarez. Questo gli avrebbe permesso di ottenere la cittadinanza italiana.
Secondo la ricostruzione dell'accusa, questo passaggio era necessario per un suo eventuale ingaggio con la Juventus. All'epoca, infatti, vi erano trattative in corso tra il calciatore e la società torinese. Queste trattative, tuttavia, non si concretizzarono mai.
La difesa annuncia ricorso in appello
L'avvocato Francesco Falcinelli, legale di Simone Olivieri, ha commentato la sentenza. Ha dichiarato che «l'accusa si è ridimensionata già in questo primo grado e le condanne sono state inferiori a quelle chieste dall'accusa». Ha inoltre aggiunto che si attendono le motivazioni della sentenza.
Successivamente, ha confermato che la difesa presenterà ricorso in appello. La volontà è quella di dimostrare ulteriormente la correttezza del comportamento dei propri assistiti. La vicenda giudiziaria legata all'esame di Suarez giunge così a un nuovo capitolo, con la prospettiva di un ulteriore grado di giudizio.