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La Regione Umbria adotta la strategia 'One Health' per promuovere la salute, integrando benessere umano, animale ed ecosistemi. Il nuovo Piano Socio Sanitario punta su prevenzione, medicina territoriale e sanità digitale per le generazioni future.

La salute unisce scienza e cooperazione

Ogni anno, il 7 aprile, si celebra la Giornata Mondiale della Salute. Questa ricorrenza commemora la fondazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1948. Il tema di quest'anno è un invito globale. Si chiama «Together for health. Stand with science». L'obiettivo è rafforzare l'impegno per sistemi sanitari basati su prove scientifiche. La cooperazione internazionale è fondamentale in questo percorso.

La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha sottolineato l'importanza della salute. «La salute è il fondamento di ogni altra libertà», ha dichiarato. Il tema scelto per il 2026 rispecchia la direzione intrapresa dalla Regione. Questo avviene tramite il nuovo Piano Socio Sanitario. Questo strumento è strategico per i prossimi anni. Si mira a una sanità pubblica più vicina ai cittadini. Deve essere più equa e rispondere ai bisogni di tutti. Nessuna distinzione sarà fatta tra i cittadini umbri.

Un approccio integrato per il benessere

Al centro della programmazione regionale c'è la prevenzione. Viene intesa secondo la prospettiva «One Health». Questo significa che la salute umana è strettamente legata a quella animale. È anche connessa all'equilibrio degli ecosistemi. Fattori come il cambiamento climatico, la qualità dell'aria, dell'acqua e del suolo sono cruciali. Anche la sicurezza alimentare rientra in questo quadro. Il Piano affronta queste dimensioni in modo integrato. La presidente Proietti ha evidenziato: «Prevenire oggi significa proteggere la salute delle generazioni future».

Verrà attivato uno Sportello della prevenzione. Sarà presente nelle Case della comunità. Questo sportello guiderà i cittadini verso stili di vita sani. Promuoverà anche la diagnosi precoce. Particolare enfasi sarà posta sul potenziamento degli screening oncologici. Questi rappresentano il primo passo nei percorsi preventivi. Sono alla base delle reti cliniche di patologia. Esempi sono la rete oncologica regionale e quella gastroenterologica. Queste reti sono già attive con successo.

L'obiettivo è migliorare la prevenzione. Si vuole facilitare l'accesso alle cure. Si punta all'appropriatezza degli interventi. Questo avverrà in tutti i territori della regione. Il potenziamento della sanità pubblica è una priorità. Lo ha ribadito la presidente Proietti. «Investire nella prevenzione, nella medicina territoriale, nell'integrazione sociosanitaria, nelle strutture e nel personale sanitario non è una scelta ideologica: è la scelta più razionale ed efficace che una regione possa fare», ha affermato.

Sanità digitale e territorio: un futuro più vicino

Ogni euro investito nella salute pubblica porta risparmi maggiori. Soprattutto, salva vite umane. Il Piano delinea un sistema socio-sanitario integrato. Collega il territorio all'ospedale. Supera la logica della risposta alla malattia. Abbraccia la medicina di iniziativa. Significa prendere in carico la persona nella sua interezza. Si assicura continuità assistenziale. La cura viene portata più vicino a casa.

In ambito di sanità digitale, sono state implementate piattaforme uniche regionali. Queste riguardano la diagnostica per immagini e i laboratori analisi. Anche la telemedicina è stata potenziata. L'accesso ai servizi è stato semplificato. Ciò è avvenuto tramite l'app Umbria facile e il Fascicolo sanitario elettronico 2.0. Sono stati formati infermieri di famiglia. Questo garantirà un'assistenza territoriale efficace.

L'obiettivo è una governance multilivello. Coinvolgerà Comuni, Zone sociali e Terzo settore. Un sistema che non lascia indietro nessuno. Questo include anziani non autosufficienti, persone fragili o in condizione di marginalità. La presidente Proietti ha concluso ringraziando i professionisti. «Voglio ringraziare profondamente tutti i professionisti del sistema sanitario dell'Umbria», ha detto. Medici, infermieri, tecnici, operatori sociali e amministrativi. Il loro lavoro quotidiano è la migliore risposta alla sfida della salute come bene comune.

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