L'Assemblea legislativa dell'Umbria ha approvato una mozione per sostenere gli enti del terzo settore, specialmente quelli che organizzano eventi e manifestazioni. La decisione mira a chiarire e correggere l'articolo 79 del Codice del terzo settore, preoccupato per l'impatto fiscale su associazioni e piccoli comuni.
Protezione per associazioni e manifestazioni
L'Assemblea legislativa regionale dell'Umbria ha dato il suo assenso a una mozione importante. La proposta ha ottenuto 11 voti favorevoli dalla maggioranza. La minoranza ha scelto l'astensione, con cinque voti contrari.
Il documento è stato presentato dal consigliere Cristian Betti, capogruppo del Partito Democratico. L'obiettivo è promuovere iniziative concrete. Queste serviranno a proteggere gli enti del terzo settore attivi in Umbria.
Un'attenzione particolare è rivolta alle associazioni di promozione sociale. Vengono incluse anche le realtà che organizzano manifestazioni con un forte valore identitario. Tutto questo avviene nel contesto dell'applicazione dell'articolo 79 del Codice del terzo settore.
Impegni per la Giunta regionale
La Giunta regionale è stata impegnata a intraprendere diverse azioni. In primo luogo, si attiverà presso il governo nazionale. L'intento è dialogare con il Ministro Giancarlo Giorgetti. Si chiede l'istituzione di un tavolo tecnico a livello nazionale.
Questo tavolo dovrà fornire chiarimenti interpretativi. Sarà anche un'occasione per proporre eventuali correttivi normativi. Questi riguardano specificamente l'articolo 79 del Codice del terzo settore. La normativa attuale suscita preoccupazioni.
La Giunta promuoverà anche un confronto diretto. Parlerà con Unpli e Unpli Umbria. Coinvolgerà anche le rappresentanze regionali delle associazioni di promozione sociale. L'obiettivo è raccogliere le criticità applicative riscontrate sul campo.
Inoltre, la Giunta si coordinerà con la Conferenza delle Regioni. Questo per rappresentare in modo unitario al governo le specificità dei territori. Particolare attenzione sarà data alle aree con un'alta concentrazione di piccoli comuni e zone interne.
Infine, la Giunta dovrà riferire all'Aula consiliare. Presenterà gli sviluppi dell'interlocuzione istituzionale. Questo garantirà trasparenza sull'azione intrapresa.
Preoccupazioni per la sostenibilità
Il consigliere Betti ha illustrato l'atto di indirizzo prima del voto. Ha spiegato che le modifiche al Codice del terzo settore introducono nuovi parametri fiscali. Questi, insieme a ulteriori adempimenti, potrebbero avere un impatto significativo.
L'impatto rischia di compromettere la sostenibilità organizzativa ed economica. Molte associazioni operanti sul territorio potrebbero risentirne. Le associazioni di promozione sociale sono in prima linea. Anche le realtà culturali, i comitati cittadini e le Pro Loco sono interessate.
Questi enti, iscritti al Registro unico nazionale del terzo settore (Runts), formano un'infrastruttura civica. Sostengono eventi, iniziative culturali e manifestazioni popolari. Contribuiscono alla valorizzazione delle eccellenze locali.
Nel mondo del terzo settore umbro si avverte una crescente preoccupazione. Le novità introdotte dalla riforma del quadro fiscale generano ansia. Il punto critico riguarda la distinzione tra introiti commerciali e istituzionali.
Gli introiti commerciali sono spesso legati alla somministrazione temporanea di cibi e bevande durante eventi. Gli introiti istituzionali includono quote associative, contributi volontari o finanziamenti pubblici.
L'impatto dell'articolo 79
L'articolo 79 del Codice prevede che, se i ricavi da attività commerciali superano quelli istituzionali, l'ente venga considerato un'impresa. Questo avviene anche per le sagre, un esempio citato.
Il superamento della soglia di 85 mila euro di entrate commerciali può portare alla classificazione dell'ente come 'ente commerciale'. Di conseguenza, si applicherebbe la disciplina fiscale ordinaria. Ciò comporta obblighi IVA e adempimenti contabili più stringenti.
Questo regime è meno agevolato rispetto alla legge 398/1991. La normativa interessa un'ampia platea di enti del terzo settore in Umbria. Non si tratta solo delle Pro Loco.
Un'applicazione non calibrata della normativa potrebbe avere effetti sproporzionati. I territori più fragili, demograficamente ed economicamente, sarebbero i più colpiti. L'impatto sarebbe maggiore sui piccoli comuni e sulle aree interne.
Molte associazioni organizzatrici di sagre hanno manifestato preoccupazione. Si stanno consultando con esperti commercialisti per trovare soluzioni. L'obiettivo è garantire la sopravvivenza di queste realtà.
Le prime conseguenze
Betti ha aggiunto che, ad oggi, sono già note le prime conseguenze. Diverse sagre hanno deciso di non procedere con la loro programmazione. Questo significa che, già da quest'anno, alcune iniziative non saranno più presenti sul territorio.
Il settore delle sagre, in particolare, necessitava di una regolamentazione chiara. La mancanza di certezze normative ha creato un clima di incertezza. Le associazioni temono per la loro continuità operativa.