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L'ex sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, respinge fermamente le nuove accuse di peculato e corruzione. Afferma la sua estraneità ai fatti contestati, sottolineando la correttezza della gestione comunale durante il suo mandato.

Ricci nega spese improprie dal Comune

L'ex primo cittadino di Pesaro, ora europarlamentare del Partito Democratico, Matteo Ricci, ha rilasciato una nota ufficiale. In essa, dichiara la sua totale estraneità rispetto a nuove ipotesi di reato. Queste si aggiungono a un'indagine precedente che lo vedeva coinvolto per corruzione. L'ipotesi attuale riguarda un presunto peculato di 10 mila euro. I fatti contestati si riferiscono a presunte irregolarità negli affidi diretti del Comune di Pesaro. Questi episodi sarebbero avvenuti tra il 2019 e il 2024, periodo in cui Ricci ricopriva la carica di sindaco.

Ricci ha voluto chiarire la sua posizione in merito. Ha sottolineato come, durante i suoi 15 anni di amministrazione locale, non si sia mai occupato direttamente di appalti. Ha anche affermato di non essersi mai interessato di affidamenti o fornitori. Ha specificato che questo tipo di compiti non rientrano nelle mansioni del sindaco. La responsabilità è, per legge, della struttura amministrativa dell'ente.

Gestione social e cene in famiglia

Riguardo ai fatti specifici oggetto dell'indagine, Ricci ha spiegato che si tratta di dirette Facebook e cene in famiglia. Ha indicato Massimiliano Santini come la persona incaricata. Santini ricopriva il ruolo di responsabile della gestione dei suoi canali social all'interno del Comune. L'europarlamentare ha evidenziato la sua intransigenza. Ha sempre richiesto il massimo rigore nella gestione di ogni singola spesa. Per quanto a sua conoscenza, il Comune non ha mai effettuato spese improprie. Ha descritto la macchina comunale come composta da persone serie e rigorose.

Ricci ha menzionato il format «Un sindaco in famiglia». Lo ha definito un'iniziativa di grande successo a Pesaro. Ha spiegato che queste occasioni servivano a rinnovare la partecipazione reale e digitale. Altri amministratori locali hanno replicato questo format nelle loro città. Questo è avvenuto grazie ai ruoli di rappresentanza istituzionale che Ricci ha ricoperto. È stato infatti Vice Presidente nazionale e membro dell’ufficio di presidenza di Anci. Ha anche ricoperto la carica di Presidente nazionale di Ali.

Nessun costo aggiuntivo per il Comune

Il format in questione, quando Ricci era sindaco di Pesaro, si chiamava «Pane e politica, un sindaco a cena dalle famiglie italiane». L'ex sindaco ha ricordato che tutte le cene in famiglia si sono svolte in date in cui lui si trovava già nelle città e regioni interessate. La sua presenza era dovuta a iniziative istituzionali, eventi pubblici o incontri con sindaci. Partecipava in qualità di sindaco di Pesaro e dirigente nazionale di Anci e Ali. Di conseguenza, le cene non hanno mai comportato costi aggiuntivi per l'amministrazione comunale. Ricci ha specificato che era ospite delle famiglie. Ha anche aggiunto: «il vino lo pagavo io».

In merito alla figura del videomaker citato nelle spese contestate, Ricci ha precisato che la persona in questione era presente solo in poche di queste occasioni. Ha inoltre chiarito che le cene in famiglia non hanno alcun legame con la campagna elettorale per le elezioni europee del giugno 2024. Queste si sono svolte nell'autunno del 2022 e nella primavera-estate del 2023. Ricci ha concluso ribadendo la sua massima collaborazione e fiducia verso le autorità giudiziarie che stanno conducendo l'indagine.

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