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Un ciclista riminese, investito durante una competizione, è ora imputato di calunnia. L'anziano automobilista che lo tamponò chiede 100mila euro di danni per la pressione psicologica subita.

Incidente e accuse reciproche in tribunale

Un grave incidente avvenuto durante una gara ciclistica nel Forlivese ha portato a un processo per calunnia. Stefano Ruta, ciclista di Rimini, è accusato di aver diffamato l'automobilista che lo investì nell'agosto 2020. L'anziano conducente, residente a Predappio, chiede un risarcimento di 100mila euro per i danni psicologici subiti.

Ruta ha testimoniato in aula, visibilmente commosso, descrivendo la gravità delle sue ferite. «Ho rischiato di non uscirne vivo o di rimanere paralizzato», ha dichiarato alla giudice Elisa Giallombardo. Le sue parole sono state riportate dal suo legale, Andrea Muratori.

Le lesioni del ciclista

Il 57enne ha raccontato di aver riportato fratture multiple alle scapole e alle vertebre lombari. Un polmone fu perforato da due costole. Le lesioni più serie riguardarono le vertebre cervicali. «Il dottore mi disse che il 95% delle persone non sopravvive o subisce danni permanenti», ha aggiunto, ancora scosso.

Ruta ha trascorso circa 50 giorni in ospedale, tra il Morgagni di Forlì e il Bufalini di Cesena. Ha descritto dolori lancinanti che gli impedivano di dormire. «Non lo auguro davvero a nessuno», ha concluso.

La dinamica dell'incidente

L'episodio si verificò durante il “Gran Premio Krifi Caffè”, nella categoria 50-59 anni. Ruta ha spiegato di essersi attardato dal gruppo per un problema allo scarpino. Cercava di rientrare, facendo uno sforzo notevole e senza prestare attenzione alla segnaletica stradale. Ricorda un tratto curvilineo, poi il buio.

In ospedale gli fu spiegato l'accaduto. Ruta sostiene che l'unica vettura che lo superò durante la gara fu quella di scorta dell'organizzazione. Esclude che fosse l'auto di “fine corsa”, data la vicinanza tra lui e il gruppo. L'auto che lo investì, invece, si trovava in una posizione che non avrebbe dovuto occupare.

La contestazione e la denuncia

Secondo quanto contestato, Ruta si sarebbe trovato oltre l'auto di “fine corsa”. Avrebbe quindi dovuto rispettare la segnaletica stradale, inclusa la precedenza. Una violazione del Codice della Strada che gli costò una multa.

Il circuito doveva essere chiuso al traffico dalle 16 alle 20. L'auto guidata dall'anziano, con a bordo la moglie, si immise sulla strada proprio mentre il ciclista sopraggiungeva. L'impatto fu inevitabile e violento.

Dopo lo scontro, il veicolo trascinò Ruta per diverse decine di metri prima di fermarsi. I soccorsi arrivarono poco dopo. Nel marzo 2021, l'accusa di lesioni stradali colpose contro l'automobilista fu archiviata dal gup del Tribunale di Forlì.

Da vittima a imputato: la calunnia

Le accuse mosse da Stefano Ruta contro l'automobilista, anche tramite una trasmissione televisiva, furono considerate diffamatorie. L'anziano, tramite il suo legale Max Starni, sporse denuncia per calunnia. Richiese 100mila euro come parte civile per la forte pressione psicologica.

Il procedimento è stato rinviato a metà dicembre. Verrà chiusa l'istruttoria e il pubblico ministero presenterà le sue richieste di condanna o assoluzione. Si attende la sentenza.

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