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L'ultimo cappellano di Casa Savoia, Monsignor Troya, chiede il ritorno in Italia delle spoglie di Umberto II. Il sovrano desiderava essere sepolto a Racconigi, sua città natale. L'appello è rivolto alle istituzioni e alla Famiglia Reale.

Il desiderio di Umberto II di riposare a Racconigi

Sono passati oltre quarant'anni dalla scomparsa di Umberto II di Savoia. La sua salma riposa oggi nell'Abbazia di Hautecombe, in Francia. Ora, un nuovo appello chiede il suo rientro in Italia. A farsi portavoce di questa richiesta è Monsignor Gian Franco Troya. Egli è rettore del Santuario Reale Madonna delle Grazie di Racconigi. Monsignor Troya fu l'ultimo cappellano di Casa Savoia nominato dal re stesso. Ricevette l'incarico nel 1973 direttamente da Umberto II.

Il cappellano, oggi 86enne, sottolinea l'urgenza di agire. «È tempo», afferma in una nota, «che si lavori concretamente per riportare l'ultimo re a Racconigi». Monsignor Troya ricorda il legame personale con il sovrano. Umberto II gli aveva espresso più volte il suo desiderio. Voleva riposare nella sua città natale, Racconigi. Questo legame profondo tra il re e il santuario piemontese è ben documentato.

Un legame storico tra il re e Racconigi

Umberto II ricevette il battesimo proprio nel santuario di Racconigi. Si recava spesso in preghiera lì, prima dell'esilio. Monsignor Troya rammenta la devozione del sovrano. Ricorda anche la vicinanza della Regina Elena. La sovrana donò al santuario un importante dipinto. Quest'opera è ancora oggi conservata e testimonia il loro legame.

Il rettore del santuario ritiene che la struttura possa accogliere le spoglie reali. Tuttavia, non esclude altre soluzioni. Queste dovrebbero essere concordate tra le parti interessate. L'appello di Monsignor Troya è chiaro. Si rivolge alla Famiglia Reale e alle istituzioni. L'obiettivo è riportare a Racconigi il loro re. Potrebbe trovare sepoltura nel santuario o nel vicino castello.

Opportunità storica e culturale per il territorio

Il ritorno dei reali in Italia, secondo il cappellano, rappresenterebbe un gesto significativo. Sarebbe un segno di riconoscenza verso la storia della monarchia. Inoltre, costituirebbe un'opportunità importante per Racconigi. Il rientro delle spoglie potrebbe rilanciare il valore storico e culturale del territorio. Beneficierebbe anche il Piemonte e l'Italia intera. Si valorizzerebbero le storiche residenze sabaude.

La proposta mira a rafforzare l'identità e la memoria storica. Il santuario di Racconigi, con la sua storia legata alla famiglia reale, è il luogo ideale. La sua architettura e la sua atmosfera spirituale si prestano ad accogliere degnamente le spoglie di Umberto II. La questione del rientro delle salme dei sovrani è un tema ricorrente. L'intervento di Monsignor Troya riaccende il dibattito. Si spera in una soluzione condivisa che onori la memoria del re e valorizzi il patrimonio storico-culturale italiano.

La sepoltura di Umberto II ad Hautecombe risale al 1983. La sua morte avvenne a Ginevra, in Svizzera. La Regina Maria José lo seguì nel 2002. Le loro spoglie sono custodite in sarcofagi nella cappella dei Savoia. L'Abbazia di Hautecombe è un luogo di grande fascino storico. Tuttavia, il desiderio del re di tornare nella sua terra natale rimane un punto centrale. L'appello del cappellano mira a concretizzare questo desiderio. Coinvolge attivamente la Famiglia Reale e le istituzioni governative. Si attende ora una risposta concreta.

Domande frequenti sul rientro delle spoglie di Umberto II

Dove riposano attualmente le spoglie di Umberto II?

Le spoglie di Umberto II di Savoia riposano attualmente nell'Abbazia di Hautecombe, in Francia. Lì sono custodite dal 1983, anno della sua morte.

Chi ha chiesto il rientro delle spoglie in Italia?

La richiesta di rientro delle spoglie in Italia è stata avanzata da Monsignor Gian Franco Troya. È l'ultimo cappellano di Casa Savoia, nominato da Umberto II stesso, e rettore del Santuario Reale Madonna delle Grazie di Racconigi.

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