Louis Dassilva, imputato per l'omicidio di Pierina Paganelli, ha dichiarato in tribunale a Rimini che Manuela Bianchi potrebbe proteggere qualcuno o sé stessa. La sua testimonianza diverge da quella della nuora della vittima, focalizzando il processo sulla ricostruzione dei fatti.
Dichiarazioni di Louis Dassilva in aula
Louis Dassilva ha affermato in Corte d'Assise a Rimini che Manuela Bianchi sta proteggendo qualcuno o sé stessa. Ha specificato di non trovarsi nel garage di via del Ciclamino la mattina del 4 ottobre. Secondo la sua versione, è stata Manuela Bianchi a raggiungerlo per avvisarlo.
Il controesame della difesa, condotta dagli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi, ha ripercorso la mattinata del 4 ottobre 2023. Quel giorno fu ritrovato il corpo della pensionata Pierina Paganelli. Dassilva ha ribadito di essere rimasto nel suo appartamento al terzo piano di via del Ciclamino.
Questa ricostruzione contrasta con quanto dichiarato da Manuela Bianchi. La divergenza sulla dinamica del ritrovamento del corpo è un punto cruciale del processo. Dassilva ha anche aggiunto che ora sarebbe disponibile al confronto con Manuela Bianchi. In precedenza, durante l'incidente probatorio, aveva rifiutato tale confronto, seguendo il consiglio dei suoi legali.
Contesto del processo e prossime udienze
Le prossime udienze per la fase istruttoria del processo per l'omicidio di Pierina Paganelli si terranno il 20 e il 27 aprile. Successivamente, altre tre udienze sono previste a partire dal secondo lunedì di maggio. La sentenza è attesa all'inizio di giugno.
Nella prossima udienza saranno ascoltati quattro consulenti della difesa di Louis Dassilva. Tra questi figura la criminologa Roberta Bruzzone. Verrà inoltre completato il controesame dell'imputato da parte dei suoi difensori.
In precedenza, Dassilva aveva risposto alle domande del pubblico ministero Daniele Paci. Ha spiegato il significato di un messaggio inviato il 2 ottobre 2023, pochi giorni prima dell'omicidio. In quel messaggio definiva i parenti di Pierina come «bastardi». Il PM Paci ha chiesto a Dassilva se Manuela avesse mai riferito di essere stata punita dal marito.
Dassilva ha risposto affermativamente. Ha dichiarato che Manuela gli aveva raccontato che, in caso di rabbia del marito, le veniva impedito di uscire. Veniva inoltre chiusa a chiave nella sua stanza. Queste dichiarazioni aggiungono ulteriori dettagli al complesso quadro investigativo.