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La Casa della Comunità di Riva del Garda è ora operativa, offrendo servizi sanitari e sociali integrati 24 ore su 24. Questa nuova struttura mira a rispondere alle esigenze della popolazione locale e dell'Alto Garda e Ledro.

Nuovo punto di riferimento sanitario per l'Alto Garda

L'Alto Garda e Ledro dispongono ora di un centro nevralgico per l'assistenza socio-sanitaria. Questo presidio territoriale è stato concepito per adattarsi alle mutevoli necessità della cittadinanza. L'obiettivo è anche quello di migliorare la sinergia tra i vari servizi offerti.

Con l'apertura di questa struttura a Riva del Garda, salgono a nove le Case della Comunità attive in Trentino. Il piano regionale ne prevede complessivamente quattordici.

Servizi integrati e multidisciplinari disponibili 24/7

La nuova Casa della Comunità di Riva del Garda è classificata come HUB. Ciò significa che rimarrà accessibile 24 ore su 24. La struttura rappresenta un riferimento fondamentale per gli abitanti dell'Alto Garda e Ledro. Offre l'opportunità di accedere a prestazioni sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali in un unico luogo.

L'erogazione dei servizi avverrà in maniera integrata. Sarà garantito un approccio multidisciplinare per rispondere a diverse esigenze. La nota diffusa da Asuit sottolinea l'importanza di questo nuovo polo.

Un modello organizzativo per una società che cambia

Il direttore generale di Asuit, Antonio Ferro, ha evidenziato la natura innovativa di queste strutture. «Non si tratta solo di nuove strutture», ha dichiarato, «ma di 'contenitori' di un sistema organizzativo pensato per una società che cambia rapidamente».

Il sistema sanitario deve adattarsi a fenomeni come la denatalità e l'invecchiamento della popolazione. Anche la riduzione delle dimensioni dei nuclei familiari è un fattore da considerare. In questo scenario, l'integrazione tra servizi sociali e sanitari diventa cruciale.

Le Case della Comunità devono diventare luoghi di raccordo. Qui specialisti e medici di famiglia potranno collaborare. Si punta a mantenere una rete capillare di servizi sul territorio. L'uso di strumenti digitali e della telemedicina sarà potenziato.

«L'ospedale deve rimanere il luogo dedicato agli acuti», ha aggiunto Ferro. «Mentre queste strutture potranno offrire risposte anche ai codici minori, contribuendo a ridurre la pressione sui pronto soccorso».

Volontariato, prevenzione e potenziamento delle strutture esistenti

L'assessore alla salute e politiche sociali, Mario Tonina, ha sottolineato il ruolo del volontariato. Le associazioni di volontariato troveranno nella Casa della Comunità un punto di appoggio importante. Potranno così contribuire a rafforzare l'offerta dei servizi.

Un'altra sfida fondamentale è l'integrazione socio-sanitaria. Tonina ha annunciato che una proposta in tal senso sarà presto presentata alla Giunta e poi al Consiglio. L'obiettivo è garantire risposte sempre più coordinate ai bisogni dei cittadini.

L'assessore ha inoltre ribadito l'impegno a valorizzare le strutture ospedaliere esistenti. Questo avviene parallelamente al progetto del Nuovo polo ospedaliero e universitario del Trentino. Il presidio di Arco è considerato un punto di riferimento strategico.

«Su questa struttura abbiamo già garantito un investimento di 10 milioni di euro», ha specificato Tonina. «Questo rappresenta una prima fase di un più ampio percorso di riqualificazione e potenziamento dell'ospedale». Il fine ultimo è migliorare spazi, tecnologie e qualità dei servizi offerti.

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