L'economia blu italiana genera oltre 216 miliardi di euro, contribuendo significativamente al PIL nazionale. Il settore ha visto una crescita del 16% nel biennio 2022-2023, superando la media economica generale.
Il valore dell'economia blu italiana
Il settore marittimo italiano rappresenta una forza economica notevole. Genera un valore di oltre 216 miliardi di euro. Questo dato corrisponde all'11,3% del PIL nazionale. Il comparto impiega direttamente 1,1 milioni di persone. Considerando anche gli impieghi indiretti, il numero sale a 2,5 milioni di lavoratori.
La ricchezza prodotta da questa filiera ha registrato un incremento notevole. Nel periodo 2022-2023, la crescita è stata quasi del 16%. Questo dato è significativamente superiore al 6,6% di crescita dell'economia italiana nel suo complesso. L'economia del mare cresce quindi a una velocità circa 2,5 volte superiore alla media nazionale.
Questi dati emergono da un rapporto di Confindustria e BCG. Mario Zanetti, delegato Confindustria per l'Economia del Mare, ha presentato i risultati. L'analisi evidenzia la centralità del settore per l'Italia.
L'Italia e il ruolo strategico del Mediterraneo
Il Mediterraneo riveste un'importanza strategica globale. Attraverso questo mare transitano il 27% delle rotte commerciali mondiali. Inoltre, il 65% degli approvvigionamenti energetici europei e il 35% del traffico mondiale di petrolio greggio. A livello globale, il 90% del trasporto merci avviene via mare. Le dorsali sottomarine gestiscono il 99% del traffico dati.
L'Italia, con la sua estesa costa di 7.900 km, gioca un ruolo cruciale. Possiede circa 350 porti. La sua infrastruttura include circa 2 mila km di oleodotti e gasdotti sottomarini. Ci sono anche 26 mila km di cavi sottomarini. Questi elementi posizionano l'Italia al centro di questo sistema vitale.
In un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche, la gestione delle rotte commerciali e la sicurezza delle infrastrutture critiche sono fondamentali. Il controllo delle rotte marittime, la produzione di tecnologia navale e la protezione delle infrastrutture sottomarine sono fattori chiave. Questi elementi contribuiscono all'autonomia e alla resilienza nazionale, come sottolineato da Zanetti.