Una sparatoria in una scuola media turca ha causato 5 vittime, tra cui studenti e un'insegnante. L'attentatore, uno studente della scuola, è anch'egli deceduto. Le autorità stanno indagando sulle cause e sulle modalità dell'accaduto.
Tragedia in una scuola media turca
Una violenta sparatoria ha scosso la scuola media Ayser Calik. L'istituto si trova nel quartiere di Onikisubat, nella città di Kahramanmaras, situata nel sud-est della Turchia. L'incidente ha provocato un bilancio pesante di vittime e feriti.
Secondo le prime informazioni diffuse dai media locali, il bilancio delle vittime è di almeno cinque persone. Tra i deceduti figurano tre studenti della scuola. Una quarta vittima è stata identificata come un'insegnante dell'istituto. La violenza ha destato profonda preoccupazione nella comunità locale.
L'attentatore era uno studente
Le autorità hanno confermato che anche l'autore della sparatoria ha perso la vita. Si trattava di uno studente frequentante la terza media proprio nell'istituto colpito. Il prefetto di Kahramanmaras, Mukerrem Unluer, ha fornito dettagli sull'esito tragico. L'attentatore è deceduto durante gli eventi.
Il prefetto ha dichiarato: «Anche lui è deceduto. Si è sparato durante la colluttazione». Ha aggiunto che non è ancora chiaro se si sia trattato di un suicidio premeditato o di un gesto compiuto nella confusione. La dinamica esatta è ancora al vaglio degli inquirenti.
Armi e feriti critici
Le indagini preliminari suggeriscono che il giovane studente avesse portato con sé un ingente numero di armi. Nello zaino con cui si è presentato a scuola sono state rinvenute 5 pistole e 7 caricatori. Si ipotizza che le armi possano provenire da quelle in dotazione al padre, che è un agente di polizia.
Oltre ai cinque decessi, la sparatoria ha causato anche 20 feriti. Di questi, quattro versano in condizioni critiche. Il prefetto Unluler ha sottolineato la gravità delle condizioni di questi ultimi, che sono stati immediatamente trasportati in ospedale. La comunità attende aggiornamenti sulle condizioni dei feriti.