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Un uomo di 59 anni è stato arrestato a Roma per estorsione e atti persecutori. Le minacce, anche di morte, erano finalizzate al recupero di 60mila euro da un affare immobiliare sfumato.

Minacce gravi per recuperare denaro

Un affare immobiliare andato male ha scatenato una serie di minacce gravi. Un uomo di 59 anni, residente a Roma, è stato arrestato dalla Polizia di Stato. L'accusa è di estorsione e atti persecutori.

La vicenda ruota attorno a un contratto preliminare di vendita di un immobile. La transazione, però, non si è mai conclusa. L'uomo aveva versato una somma considerevole di 60.000 euro a una coppia. Successivamente, pretendeva la restituzione di questo denaro.

La situazione si è aggravata con minacce pesanti. L'indagato avrebbe minacciato di morte la vittima. La richiesta di restituzione dei 60.000 euro era diventata ossessiva. La somma era stata versata all'ex moglie della persona offesa, residente nella provincia di Teramo.

Un tribunale aveva già disposto la restituzione

È emerso che un Tribunale Civile di Roma aveva già emesso una sentenza. La decisione imponeva la restituzione della somma. Tuttavia, l'uomo non aveva adempiuto a tale obbligo.

Le minacce non si sono limitate a parole. L'arrestato avrebbe prospettato azioni violente. Tra queste, la minaccia di tagliare un braccio alla vittima. Ha anche paventato l'incendio della sua abitazione. Ha suggerito sofferenze prolungate.

Inoltre, avrebbe proposto soluzioni estreme. Si parla del suggerimento di far prostituire l'ex moglie per reperire i fondi necessari. Queste parole hanno creato un clima di terrore.

La vittima ha consegnato oltre 6.500 euro

Sotto la pressione delle minacce, la vittima ha ceduto. Nel tempo, ha consegnato una somma complessiva superiore a 6.500 euro. Questi pagamenti sono avvenuti in diverse occasioni.

Un episodio particolarmente grave si è verificato a L'Aquila nel maggio dell'anno scorso. Durante un incontro, l'uomo avrebbe minacciato di aggredire fisicamente la vittima. In quell'occasione, le avrebbe strappato dalle mani 300 euro in contanti.

Indagini meticolose e arresto a Roma

Le indagini sono state condotte con grande attenzione. La Squadra Mobile di Teramo ha lavorato sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di L'Aquila. Sono state utilizzate attività tecniche avanzate.

Sono stati analizzati i tabulati del traffico telefonico storico. Sono stati elaborati i dati bancari dei conti correnti coinvolti. Questo lavoro ha permesso di ricostruire la dinamica dei fatti.

Nella mattinata di mercoledì 8 aprile, gli agenti delle Squadre Mobili di Teramo e Roma hanno localizzato l'uomo. Lo hanno raggiunto nella sua abitazione nella capitale. È stato quindi associato alla Casa Circondariale di Regina Coeli.

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