Una giovane e promettente imprenditrice del settore vitivinicolo veronese è scomparsa prematuramente. Laura Albertini, titolare dell'azienda Terre di Pietra, è morta a soli 36 anni, lasciando un vuoto nel mondo del vino locale. La sua passione e dedizione alla terra sono ricordate da colleghi e familiari.
Addio a Laura Albertini, appassionata viticoltrice
La comunità vitivinicola di Verona piange la scomparsa di Laura Albertini. La giovane donna, di soli 36 anni, è venuta a mancare improvvisamente nella sua cantina a Marcellise di San Martino Buon Albergo. Era la titolare dell'azienda Terre di Pietra, un nome che evoca la terra ma che nascondeva la sua grande passione e forza d'animo. Tutti la ricordano per il suo sorriso solare e la sua genuina voglia di fare. Ha dedicato la sua vita alla vigna, ereditata dal padre, lavorandola con amore e profonda dedizione. Il suo impegno era totale, dalle attività nei campi alla gestione della cantina e dell'amministrazione. La sua scomparsa lascia un profondo sgomento, come se l'inverno si fosse prolungato inaspettatamente nei suoi amati vigneti.
Una vita dedicata alla terra e al vino
Laura Albertini ha costruito la sua carriera partendo da zero, con un sogno: fare vino. Dopo il diploma in ragioneria, ha scelto di seguire la sua vocazione, come lei stessa raccontava sul sito della sua azienda. «Ho iniziato partendo da zero», scriveva, «avevo a disposizione solo una ricetta: un po’ di incoscienza, molta caparbietà, tanta tanta passione, una buona dose di speranza e qualcuno che ha creduto in me». Queste parole testimoniano la sua determinazione e il suo spirito imprenditoriale. Ha sentito il forte bisogno di tornare alle sue origini, alla terra, per trasmettere questi valori alla sua famiglia. Le sue vigne erano considerate come delle figlie, sentiva la loro vita e le curava con amore. La sua azienda, Terre di Pietra, è il frutto del suo instancabile lavoro e della sua profonda connessione con il territorio.
Il cordoglio del mondo del vino veronese
La notizia della scomparsa di Laura Albertini ha suscitato profonda tristezza e commozione in tutto il settore vitivinicolo. Arturo Stocchetti, presidente del Consorzio di Soave e di Uvive, ha espresso il suo dolore, paragonando la perdita a quella di una figlia. «Sono distrutto», ha dichiarato, «era una ragazza forte e piena di energia». Stocchetti l'aveva vista crescere professionalmente, prima come collaboratrice nella sua cantina «Castello» e poi come imprenditrice. Ricorda la sua dedizione totale, non solo nella contabilità ma anche nel lavoro sul campo, sul trattore, seguendo ogni passaggio delle attività. Anche sui social network e sui blog dedicati al vino si moltiplicano i messaggi di cordoglio e i ricordi. Francesco Saverio Russo, sul suo blog, ha scritto parole toccanti: «I tuoi vini continueranno a parlare di te e spero che le tue vigne continuino a produrre quei piccoli grandi sogni in bottiglia».
Un'eredità di passione e dedizione
Laura Albertini lascia un'eredità di passione, dedizione e amore per la terra. La sua famiglia, il marito Cristiano, le figlie Anna e Alice, la mamma Liliana, il papà Luigi, le sorelle e numerosi amici, sono uniti nel dolore. Il mondo del vino veronese ha perso una delle sue figure più promettenti, un «tralcio» destinato a portare frutti eccellenti. La sua capacità di unire la tradizione con la curiosità e l'entusiasmo nel valorizzare le doti della natura ha creato vini unici. Come lei stessa amava dire, citando il padre, ogni vigna era come una figlia. La sua scomparsa è un duro colpo, ma il ricordo della sua energia e del suo impegno continuerà a vivere attraverso i suoi vini e le sue vigne. I funerali si sono svolti nella chiesa parrocchiale di Marcellise.
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