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A Savona, un ex vigile del fuoco ha riabbracciato la bambina che salvò da un attentato nel 1974. L'evento ha celebrato la memoria e la gratitudine verso i soccorritori di un periodo difficile per la città.

Incontro commovente dopo 52 anni

Un caloroso abbraccio ha accolto Michele Costantini. L'ex funzionario dei vigili del fuoco di Savona ha incontrato Antonietta Bosio. Lei era la bambina che lui salvò nel 1974. L'evento si è svolto nella Sala Rossa del comune. La sala era gremita di persone.

L'episodio risale all'attentato in via Giacchero. La sera del 20 novembre 1974 colpì uno stabile. Fu uno dei tanti attentati che funestarono Savona. Tra il maggio 1974 e la primavera 1975, la città visse un periodo buio. Ci furono ben due vittime in quegli attacchi.

Memoria e riconoscenza per i soccorritori

L'iniziativa si intitolava “Una città unita, 50 anni dopo dice grazie ai soccorritori”. È stata organizzata da Radio Jasper. L'evento ha avuto il patrocinio del Comune di Savona e dell’Isrec di Savona. L'Isrec è l'Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea.

Questa manifestazione ha concluso le celebrazioni. Le celebrazioni erano dedicate al 50° anniversario degli attentati. Questi attacchi colpirono Savona tra il 1974 e il 1975. Un momento di profonda memoria è stato sottolineato. C'era anche un forte senso di riconoscenza. Così hanno commentato il sindaco Marco Russo e il presidente dell’Isrec, Mauro Righello.

Hanno evidenziato come la città si sia unita. La città ha voluto esprimere gratitudine. Un ringraziamento speciale è andato a tutti coloro che si mobilitarono. Lo fecero in quei giorni drammatici. Agirono con coraggio e spirito di servizio. Si unirono a tutti i cittadini. Tra questi i volontari della Croce Bianca e Rossa. Anche i Vigili del Fuoco furono in prima linea. Non dimenticati i medici e infermieri del Pronto Soccorso dell’Ospedale San Paolo. Presenti anche la Polizia Municipale, la Polizia di Stato, i Carabinieri e la Guardia di Finanza.

Un legame indissolubile nato dal coraggio

Il salvataggio di Antonietta Bosio da parte di Michele Costantini è un esempio. Dimostra il valore del coraggio e della dedizione. L'ex vigile del fuoco, allora giovane funzionario, non esitò. Intervenne in una situazione di estremo pericolo. La sua prontezza salvò la vita alla piccola Antonietta.

Oggi, a distanza di 52 anni, quel legame si è rinnovato. L'abbraccio tra Costantini e Bosio ha emozionato tutti. Ha rappresentato il superamento del trauma. È anche un simbolo di speranza. La comunità di Savona ha voluto onorare la memoria. Ha celebrato la resilienza di fronte alla violenza.

L'evento ha ricordato un capitolo doloroso della storia cittadina. Ha messo in luce l'importanza del lavoro dei soccorritori. Il loro impegno quotidiano salva vite. Spesso lo fanno in circostanze difficili. La cerimonia ha rafforzato il senso di comunità. Ha ribadito l'importanza di non dimenticare.

La presenza delle istituzioni cittadine ha sottolineato il valore dell'iniziativa. Il sindaco Marco Russo ha ribadito l'impegno della sua amministrazione. Si impegna a mantenere viva la memoria storica. Mauro Righello ha evidenziato il ruolo dell'Isrec. L'istituto si dedica alla conservazione della memoria. Promuove la cultura della pace e della legalità.

Le parole di gratitudine pronunciate durante l'evento risuonano ancora. Sono un monito per il futuro. Un futuro in cui la solidarietà e il coraggio devono prevalere. La storia di Michele Costantini e Antonietta Bosio ne è una testimonianza.

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