Condividi
AD: article-top (horizontal)

Tre persone sono state fermate dai carabinieri nel Vibonese per un presunto tentativo di estorsione con metodo mafioso. L'episodio contestato risale a giugno scorso e riguarda un cantiere edile dove fu rinvenuta una bottiglia incendiaria.

Intimidazione a cantiere edile nel Vibonese

Un'operazione dei carabinieri ha portato all'arresto di tre individui nelle Preserre vibonesi. Questo intervento è avvenuto in concomitanza con un'altra azione che ha colpito il clan Loielo. I fermati sono accusati di aver preso parte a un tentativo di estorsione.

L'accusa ipotizza un'estorsione aggravata dall'uso del metodo mafioso. L'attività sarebbe collegata al cosiddetto "Locale dell'Ariola". Questa organizzazione è ritenuta un'articolazione della 'ndrangheta. Opera da tempo nell'area delle Preserre, influenzando diversi comuni.

Il gesto intimidatorio nel cantiere

L'episodio specifico contestato risale a giugno dell'anno precedente. L'azione si è svolta in un cantiere dedicato a lavori pubblici a Sorianello. Gli operai, giunti sul posto di lavoro, hanno fatto una scoperta inquietante.

Hanno trovato una bottiglia contenente liquido infiammabile. Questa era stata fissata a una transenna. All'esterno erano state applicate tre cartucce da caccia inesplose. Un ordigno rudimentale, ma efficace come segnale.

Indagini e presunta pressione estorsiva

Gli inquirenti considerano questo un chiaro atto intimidatorio. L'obiettivo sarebbe stato il titolare dell'impresa impegnata nei lavori. L'intento era probabilmente quello di esercitare una pressione estorsiva.

I carabinieri hanno avviato immediatamente le indagini dopo i rilievi effettuati sul posto. Hanno ricevuto il supporto del Nucleo operativo della Compagnia di Serra San Bruno. Le audizioni sono state fondamentali per raccogliere elementi.

Durante le testimonianze, l'imprenditore ha dichiarato di non aver subito, fino a quel momento, richieste estorsive. Non aveva ricevuto neanche altre forme di pressione. L'episodio della bottiglia incendiaria appare quindi come il primo segnale intimidatorio.

Gli arrestati e le accuse

Le persone arrestate sono Salvatore Emmanuele, di 32 anni, residente a Gerocarne. Ci sono poi Nicola Criniti, di 40 anni, e Salvatore Farina, di 24 anni, entrambi di Soriano Calabro. Sono tutti finiti in carcere.

L'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip Arianna Roccia. La richiesta è giunta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Le indagini proseguono per chiarire l'intera dinamica e gli eventuali collegamenti.

Le Preserre vibonesi e la criminalità organizzata

L'area delle Preserre vibonesi è da tempo sotto osservazione per le attività della criminalità organizzata. Il "Locale dell'Ariola" è una delle articolazioni territoriali della 'ndrangheta. La sua influenza si estende su diversi comuni della zona.

Questi episodi di intimidazione sono spesso precursori di richieste estorsive più dirette. Le forze dell'ordine continuano a monitorare il territorio per contrastare tali fenomeni. L'obiettivo è garantire la sicurezza e la legalità.

Domande frequenti

Cosa è successo nel cantiere di Sorianello? Nel cantiere di Sorianello è stata rinvenuta una bottiglia incendiaria fissata a una transenna, con cartucce da caccia. Questo è stato interpretato come un atto intimidatorio legato a una tentata estorsione.

Chi sono le persone arrestate? Le persone arrestate sono Salvatore Emmanuele (32 anni) di Gerocarne, Nicola Criniti (40 anni) e Salvatore Farina (24 anni), entrambi di Soriano Calabro. Sono accusati di tentata estorsione aggravata.

AD: article-bottom (horizontal)