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Un uomo di 42 anni è stato aggredito a Sovizzo dopo un incontro organizzato tramite un'app di incontri. La vittima sospetta un'aggressione omofoba, poiché non è stato rubato nulla. Le indagini sono in corso.

Aggressione dopo appuntamento online

Un incontro organizzato tramite un'applicazione di incontri si è trasformato in un incubo per un impiegato vicentino di 42 anni. L'uomo, identificato con le sole iniziali I.P., aveva fissato un appuntamento con un contatto conosciuto online. L'incontro era previsto per la notte del 26 gennaio scorso, a mezzanotte e mezza, nei pressi di un residence situato in via Valgrossa a Sovizzo.

La vittima ha ammesso una certa leggerezza nell'aver organizzato l'incontro senza scambiare nemmeno un numero di telefono. Tuttavia, aveva cercato informazioni sulla zona, trovandola rassicurante essendo un complesso residenziale. L'uomo si è recato sul posto, ha individuato una persona che lo attendeva e ha parcheggiato l'auto.

L'aggressione improvvisa

Mentre scendeva dall'auto per recuperare uno zaino, l'impiegato si è scusato per il ritardo. Prima ancora di poter vedere chiaramente il volto dell'altra persona, è stato colpito ripetutamente al collo e alla testa. L'aggressore, borbottando frasi incomprensibili, ha iniziato l'attacco senza alcuna parola preliminare. La vittima ha immediatamente iniziato a gridare e ha cercato rifugio nelle abitazioni del residence.

L'aggressore ha però bloccato la sua fuga all'altezza di un cancello, continuando a colpirlo con violenza. La vittima ha descritto l'aggressore come goffo, forse sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, ipotizzando che altrimenti avrebbe potuto causare danni ben più gravi. Le urla della vittima hanno infine fatto desistere l'aggressore, che si è diretto verso l'auto della vittima.

Le indagini e le ipotesi

L'impiegato è riuscito a chiudere l'auto con il telecomando e a scavalcare il cancello, lamentando che nessuno gli abbia aperto le porte del residence. Ha quindi contattato i carabinieri tramite il cellulare. Al loro arrivo, i militari lo hanno rassicurato e hanno raccolto informazioni sull'aggressore. La vittima ha potuto fornire solo una descrizione sommaria: una persona di colore, con un cappuccio e una felpa bianca e tortora.

Dopo essere stato visitato in ospedale, l'uomo ha segnalato il profilo dell'aggressore sull'app, ricevendo messaggi di ringraziamento da altre due persone che avevano appuntamenti con lui nei giorni successivi. La vittima ha sottolineato come non sia stato rubato alcun oggetto, rafforzando il sospetto di un'aggressione omofoba. Ha inoltre rivelato che alcuni amici hanno subito episodi simili in passato, ma hanno esitato a denunciarli per vergogna, cosa che lui invece ha fatto.

Denuncia e indagini in corso

La denuncia è stata formalizzata ai carabinieri, che stanno conducendo le indagini per identificare l'autore dell'aggressione. L'impiegato ha cancellato il proprio profilo sull'app e si è detto più cauto per il futuro, riflettendo su cosa sarebbe potuto accadere in presenza di più aggressori. Le forze dell'ordine hanno mostrato alla vittima delle foto segnaletiche per facilitare il riconoscimento.

Le indagini proseguono per risalire all'aggressore. La vittima ha espresso il timore che episodi simili possano essere sottovalutati o non denunciati, ma ha ribadito la sua scelta di uscire allo scoperto per sensibilizzare sull'accaduto.

Le persone hanno chiesto anche:

Cosa è successo a Sovizzo? A Sovizzo, un uomo di 42 anni è stato aggredito dopo un appuntamento organizzato tramite un'app di incontri. La vittima sospetta un'aggressione omofoba.

Chi ha aggredito l'uomo a Sovizzo? L'aggressore è ancora ignoto. La vittima ha fornito una descrizione sommaria ai carabinieri: persona di colore, con cappuccio e felpa bianca e tortora. Le indagini sono in corso.

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